Percorso tattile a Venezia per vedere gli arazzi di Palazzo Zaguri

L’arte è un linguaggio, una forma di comunicazione che dovrebbe essere accessibile e fruibile da tutti. La direzione di Palazzo Zaguri di Venezia per tale motivo, apre il polo espositivo di Campo San Maurizio ai percorsi tattili di tutte le sue opere.

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Sarà possibile, dal 23 Febbraio, vedere con le mani ogni opera e manufatto presenti nelle 35 sale espositive. «Un tempo i ciechi scendevano in piazza per rivendicare il diritto alla pensione e all’indennità di accompagnamento» spiega l’Uici. «Oggi avvertono fortemente il bisogno di accedere all’arte e ai beni culturali in genere perché sanno quanto siano essenziali ai fini di una formazione integrale della persona». «È nostro dovere umano e morale» aggiunge Mauro Rigoni, ad di Venice Exhibition «far sì che l’arte sia un bene di tutti. Ed è per questa ragione che abbiamo dato vita a questo progetto, che sarà inaugurato da una delegazione di una ventina di associati Uici invitati gratuitamente, assieme ai loro accompagnatori, a visitare la mostra “Da Kandinsky a Botero. Tutti in un filo”».

Opere d’arte contemporanea, quadri, arazzi ma anche e soprattutto il telaio ad alto liccio del 1700 sono pronti a raccontare i propri segreti grazie a un senso spesso dimenticato. Senza contare che si potrà letteralmente entrare nel dipinto di Felice Casorati, riprodotto in ogni suo elemento. Il gruppo dell’Uici potrà così scoprire i nodi e gli intrecci nascosti nel retro degli arazzi di Palazzo Zaguri, testimoni silenziosi e spesso dimenticati del grande e raffinatissimo lavoro di alto artigianato necessario a dar vita a questi capolavori.

Auticon, l'azienda che investe sull'autismo

Peter, Evan e Brian lavorano per Auticon una piccola azienda di software con sede sulla spiaggia di Santa Monica. Sembrerebbe una classica azienda americana ma, c’è molto di più.
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L’Auticon è una delle poche aziende al mondo a impiegare quasi esclusivamente persone che si trovano nello spettro autistico. Ha sedi in Germania, Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Svizzera e da poco anche in Italia. L’azienda nasce dall’esigenza di Gray Benoist, padre di due ragazzi autistici.
Alla Bbc ha dichiarato: «Entrambi erano incredibilmente capaci e intelligenti e meritavano un’opportunità per esprimerlo. Sentivo che il vuoto doveva essere riempito e non c’era altro modo che provarci personalmente». Nel 2013, fonda un piccolo ufficio che oggi è un’azienda di 150 dipendenti: «La nostra missione consiste nel riabilitare un gruppo di persone privato dei suoi diritti da sempre. Molte fette della società non sono adeguatamente rappresentate nel mondo del lavoro e una di queste è certamente quella delle persone con disturbi dello spettro autistico» ha detto.

In Auticon, i dipendenti hanno a disposizione cuffie per allontanare il rumore, possono lavorare in una stanza buia se preferiscono, non devono prendere pause pranzo e se non si sentono in grado di comunicare verbalmente con i loro compagni di squadra, possono usare la messaggistica. E se l’ansia aumenta hanno diritto a giorni di pausa.

L’autismo riguarda sempre più persone al mondo e uno dei problemi che tutti loro devono affrontare è proprio il mondo lavorativo organizzato così com’è: infatti, pochi riescono ad arrivare ad avere un impiego a tempo pieno, fermandosi subito già davanti al colloquio, esperienza che per loro è quasi impossibile da superare per gli altri livelli d’ansia di cui soffrono in determinate situazioni: «Le persone tendono ad assumere persone che sono come loro e le persone autistiche non sono come loro», ha spiegato Steve Silberman, autore di Neurotribes, libro che esamina l’evoluzione dell’autismo. «L’elenco di cose che non dovresti fare in un colloquio, come non distogliere lo sguardo, guardare il datore di lavoro negli occhi, venderti, sono praticamente tutto ciò che chi soffre di autismo non può fare».

Per entrare in Auticon, è previsto un programma di formazione di quattro settimane nel quale viene deciso quali candidati sono adatti a un’esperienza lavorativa di lungo termine e quali no. Tutte le aziende dovrebbero prendere come esempio questa bellissima realtà. La diversità è il valore aggiunto per fare la differenza, un modo alternativo per investire e ottenere forti successi così come dimostrato da Auticon.

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