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Di seguito tutte le novità dal mondo della diversabilità.

PIANO PIANO FESTIVAL - IV edizione -L’evento estivo di musica e teatro, curato da Irene Scardia

Quando l’estate è alle porte il Salento si riaccende di musica e di divertimento. Oggi vi vogliamo parlare di un festival che unisce diverse forme d’arte, tra cui musica e teatro. Si tratta del Piano Piano Festival evento itinerante organizzato dall’etichetta discografica Workin’ Label, giunto alla quarta edizione,  a Lecce dal 2 al 5 Luglio 2019.

Un progetto che, ad ogni edizione, esprime, con stile unico ed informale, la ricerca artistica e musicale.

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I concerti, come di consueto, sono ospitati in quattro location selezionate tra venues istituzionali e strutture private a Lecce e dintorni. Il programma, curato dalla musicista Irene Scardia, propone prestigiose presenze internazionali ed interessanti novità nazionali.
Ogni serata, due spettacoli con un aperitivo offerto dalle aziende partners Conti Zecca e Forno Amato.

La serata inaugurale: ospiti YAKIR ARBIB e MARELLA MOTTA TRIO

Piano Piano Festival inaugura Martedì 2 Luglio con la prima serata organizzata in collaborazione con il Comune di Lecce, presso il chiostro dell’Ex convento degli Agostiniani a Lecce. In programma il piano solo del compositore Yakir Arbib, apprezzato per il suo virtuosismo e per la sua capacità di fondere la grande musica classica all’improvvisazione jazz e nella seconda parte della serata, la voce intensa di Marella Motta, in trio con il tastierista Jacopo Mazza e il batterista Emmanuele Pella, presenta il suo primo disco “And everything between” tra sonorità soul, funk r’n’b.

Tra gli artisti ospiti: Rita Pelusio e Carmen Souza

Mercoledì 3 Luglio il festival si trasferisce nel giardino dell’Ex Convitto Palmieri a Lecce, portando in scena il nuovo progetto del batterista e compositore salentino Dario Congedo in trio con il pianista Dorian Dumont ed il bassista Federico Pecoraro, e la performance in solo della pianista e cantante tedesca Olivia Trummer tra composizioni originali e arrangiamenti di noti standard jazz. La serata, inserita nel programma “Muse, Musei, Musiche”, è in collaborazione con la Regione Puglia, il Polo Biblio Museale di Lecce, il Museo Castromediano ed il Teatro Pubblico Pugliese.



Giovedì 4 Luglio al Relais delle Rose a Lecce si susseguono “Piano Mirroring” La tua personalità in musica, una novità in campo artistico e performativo, ideata dal pianista Alessandro Sironi, ed il quintetto della giovane cantante e compositrice toscana Francesca Gaza, che presenta il disco “Lilac for people”, radicato nel jazz e nutrito delle suggestioni del pop e dell’elettronica in un chamber jazz-pop originale.



Venerdì 5 luglio Piano Piano Festival chiude all’Acaya Golf Resort & Spa a Vernole di Lecce, con l’attrice Rita Pelusio insieme a Franca Pampaloni al pianoforte in “Eva. Diario di una costola”, viaggio irriverente nella contemporaneità delle donne di oggi; a fine serata, il set della straordinaria pianista e cantante Carmen Souza, in trio con il bassista Theo Pascal ed il batterista Elias Kacomanolis, che presenta il nuovo disco “Creology”, percorso transatlantico da paesi portoghesi attraverso il mare sino in Brasile e Cuba, per approdare  sulle coste di New Orleans.

Un programma ricco e articolato che non mette da parte la cura per dell’accessibilità. Da questo anno, infatti, Movidabilia è partners sociale e si occuperà di verificare l’accessibilità delle locations per poter ospitare persone con disabilità sensoriali e psicofisiche. La musica è di tutti e Piano Piano Festival è accessibile!
Info & Prevendite

La prevendita dei biglietti sarà attiva dal 15 giugno, online sul sito www.pianopianofestival.it e presso Youm Youmusic in Piazza Mazzini, 71 Lecce tel. 0832.241574.

Per maggiori informazioni: info@pianopianofestival.it 338 8591002 – 329 4123339

 

 

 

 

Tutta la verità sul finale di stagione di Game Of Thrones

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Game of Thrones si è concluso con l’ultima puntata dell’ottava stagione, la numero sei per la precisione. Alcuni di voi hanno trovato questo finale di serie convincente altri invece una delusione. In ogni caso “Il trono di spade” rimane una delle serie tv più viste a livello mondiale. Secondo il sito TorrentFreak, “Games of Thrones” è al primo posto nella classifica delle serie tv più scaricate sul web. Il più alto numero di persone che hanno condiviso un episodio con diversi torrent è stato 350.000. In Italia, l’ultimo episodio è stato visto da 1 milione di persone.

Serie con cifre da capogiro a iniziare dalla sigla. Sapevate che l’autore Ramin Djawadi, autore di tutta la colonna sonora ha composto ben  135 brani per accompagnare tutte le 8 stagioni? Una sigla che è stata suonata anche dai soldati della guardia della regina Elisabetta!

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Ma veniamo a tutto quello che c’è da sapere sull’ultimo episodio.  Daenerys Targaryen giunge al culmine del suo potere irrefrenabile e trova dunque una fine tragica per mano di Jon Snow. I due amanti arrivano al capolinea dopo che, la madre dei draghi, massacrando una intera città con donne e bambini inermi,  vuole portare il suo personalissimo concetto di “libertà” per tutto il mondo . Jon Snow decide dunque di pugnalarla al cuore: il cadavere della donna sarà portato via da Drogon, il quale fonde con le sue fiamme il Trono di spade.

Jon, successivamente si consegnerà a Verme Grigio e sarà spedito a fare nuovamente il comandante dei Guardiani della notte.  Questo è un epilogo che non tutti aspettavano (in molti erano convinti che sarebbe stata Arya a uccidere Daenerys).

E in questo momento che il racconto prende tutta un’altra piega. Un finale inaspettato e che per noi di Movidabilia molto COOL e vi spieghiamo perché.

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Dopo la morte di Daenerys, i vari lord e lady di Westeros si riuniscono nell’arena di Approdo del Re(ormai in macerie), per decidere della sorte di Jon Snow, tenuto in ostaggio dagli Immacolati, e per capire chi governerà il continente. In quest’occasione Tyrion(l’eclettico attore Peter Hayden Dinklage affetto da Acodroplasia e alto 135 cm)  , anche lui ancora prigioniero, propone di modificare le usanze di Westeros: l’ascesa al Trono di spade (ormai figurato) avverrà non più per via ereditaria ma per elezione di un concilio delle varie casate.  E’ qui che viene eletto Bran Stark, Lo Spezzato con uno dei discorsi più belli di Tyrion Lannister:  “Il bambino sopravvissuto ad una caduta da una torre, sapeva che non avrebbe più camminato, disabile ha imparato a volare, si è spinto oltre la Barriera ed è diventato il Corvo con tre occhi, è la nostra memoria, il custode di tutte le nostre storie dei nostri trionfi e sconfitte, il custode del nostro passato, chi meglio di lui per guidarci verso il futuro?”. Un discorso politico basato sui valori della diversità che si unificano per conquistare il rispetto dei popoli (le diverse casate di Westeros). Una morale che ha lasciato tutti senza fiato. Non basta la forza, il diritto di sangue o la fedeltà ai principi per conquistare il mondo. Serve di più. Servono quei valori differenti che uniscono i popoli.

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E’ in questo Game Of Thrones ha fatto centro eleggendo un ragazzo disabile che è riuscito a fare l’impossibile e nominando un primo ministro chiamato con disprezzo “il folletto” che si è fatto amare da tutti per la sua intelligenza e la sua diplomazia.

Sono loro due i veri eroi di Westeros e di tutta la serie TV. Questa storia iniziata con “L’inverno sta arrivando” si conclude con i personaggi ormai liberi dagli obblighi di casata o censo. Verme Grigio rifiuta l’offerta di terre e fa vela verso l’Isola di Naath, terra d’origine della sua amata.  Arya volta le spalle a tutto e sceglie l’avventura in terre sconosciute, nell’Ovest oltre Westeros dove nessuno è mai stato. E Jon finalmente disobbedisce e si unisce al libero popolo dei Bruti, oltrepassa la barriera diretto verso Nord. Tutto è compiuto. Una domanda sorge spontanea ma, Approdo del Re sarà accessibile? In tal caso andrà inserito nella nostra mappa (www.accessibilityiscool.it ) e poi ovviamente Bran e Tyrion  sarebbero testimonial  perfetti per la nostra campagna.

Ad ogni modo, lunga vita a Re Bran, Lo spezzato primo del suo nome, sovrano dei sei regni!

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Salone del libro di Torino, quanto è accessibile?

Partiamo dal fatto che il Salone del libro di Torino è uno degli eventi dedicati alla cultura più importanti in Italia e che negli anni sta acquistando sempre più spessore grazie alla presenza di tantissime case editrici, autori e addetti ai lavori. Si, tutto molto bello ma, quanto è accessibile questo bellissimo evento?

Ce lo racconta una giornalista disabile di un noto giornale italiano che, munita di entusiasmo, block notes, biro e borsa si è diretta alla volta di  Lingotto Fiere. Riportiamo il suo racconto per tutti coloro che volessero partecipare all’evento.

Appunto numero 1: il prossimo anno, scegliere la mattina.

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Ostacolo numero 2: il parcheggio. O nell’area stampa, o nei posti tradizionalmente riservati ai disabili. I primi sono al Lingotto, dove inizia il percorso per la visita, gli altri si trovano all’Oval. Sceglierli, significa gironzolare per le Case Editrici imbracciando il senso di marcia opposto. Io sono una giornalista. E sono disabile. Che faccio? Testa o croce, il destino mi dice Oval. Faccio un giro piuttosto lungo a bordo della mia sedia a rotelle ed entro nel primo padiglione.

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Mostro l’accredito e mi immergo nell’atmosfera di questo appuntamento culturale che ogni anno consente alla città di vivere una realtà spazio-temporale alterata, ma bellissima. Una specie di Natale laico, un frusciante Festival di Sanremo che molti dicono di non seguire, ma di cui, alla fine, tutti sanno tutto. La maggior parte degli italiani non legge libri, eppure al Salone accorrono migliaia di persone ogni anno, per fortuna. Il nesso? Un richiamo popolare che passa attraverso il coinvolgimento di personaggi famosi, la corsa al gadget, specialmente se gratuito, e poi i selfie. Con chiunque, basta che si tratti di «qualcuno» da riconoscere poi in tv o sul giornale.
Ma torniamo al Salone. Dopo le procedure di accredito, io e il mio compagno di avventura fieristica cerchiamo di orientarci consultando la cartina e il programma ottenuti all’ingresso.
Ed ecco il problema numero tre: la cartina è un lenzuolo. Se l’avessi aperta io, seduta, sarebbe stato necessario stenderla per terra. Fortunatamente il mio cavaliere è alto, ha le braccia larghe e dopo pochi istanti ci ritrova sulla mappa, stabilendo il giro da fare.
Arrivo al primo stand: Feltrinelli, poi Sellerio e di seguito i grandi gruppi, da Mondadori ad Adelphi. Dappertutto, l’odore dei volumetti che mi circondano è straordinario, come lo è il rumore delle pagine sfogliate attorno a me. I sensi sono tutti all’opera: olfatto, tatto e udito, rapito dall’esplosione di applausi provenienti dai diversi salottini letterari in cui si avvicendano conferenze e presentazioni.
Il Salone visto dalla mia prospettiva è un binomio perfetto con zaini in spalla, borse a tema portate gelosamente da uomini e donne di tutte le età, bottigliette d’acqua che fanno capolino dalle tasche posteriori di pantaloni di tutte le taglie. È il trionfo dei quadernetti per appunti, con biro e matite cui la platea femminile ricorre anche per raccogliere i capelli.

Osservo capannelli di giovani studenti, coppie, qualche famiglia al gran completo e resto piacevolmente colpita dalla presenza corposa e chiassosa di bambini in età scolare. E ricordo i miei primi Saloni, Anni 90. Oggi come allora noto che l’attenzione per i visitatori disabili è altalenante: la maggior parte degli espositori è fruibile costeggiando le strutture che simulano gli scaffali di una libreria stando al di fuori dei corridoi interni, troppo stretti per una sedia a rotelle e per i visitatori in piedi. Esternamente sembra più facile, anche se non per tutti è così.
In un batter d’occhio arriva la fine della giornata e dello spazio per raccontarla.

Bilancio? Positivo, ovviamente. Ma con una constatazione da fare, come sempre dopo essere tornata a casa: la scelta di un libro non può avvenire tra pestoni e applausi. Ha bisogno di tempo, silenzio e un briciolo di solennità.

Fondazione Southeritage per l'arte contemporanea

Due degli elementi cardine della progettazione culturale europea sono l’attenzione e la promozione dell’ecosostenibilità e la responsabilità sociale della cultura e dell’arte, che la Fondazione Matera – Basilicata 2019 ha rilanciato come alcuni dei pilastri della progettazione culturale delle celebrazioni della Capitale Europea della Cultura.

In qualità di co-produttore del programma ufficiale di Matera 2019 con il progetto denominato Padiglioni Invisibili, focalizzato sull’architettura scavata e ipogea, la Fondazione SoutHeritage presenta una mostra dedicata alle buone pratiche previste  per l’implemetanzione e la realizzazione del programma.

In questo quadro, coerentemente alla politica di sostenibilità ambientale ed ecologica, la Fondazione SoutHeritage ha redatto una « Carta dei Valori»  volta a  mantenere e rafforzare un sistema di governancedel progetto allineato, ove possibile, con gli standard delle cosiddette best practices in materia di ecologia ambientale e, più generalmente, culturale. Su queste linee il programma Padiglioni Invisibili (veicolato attraverso medium a impatto zero prediligendo formati elettronici e supporti stampa derivanti da riciclo), prevede anche l’impiego di procedure e istruzioni operative per le attività a più significativo impatto sull’ambiente, il contenimento dei materiali di rifiuto e soluzioni per eventuali problematiche ambientali di imprese esterne che operano per il progetto.

Promuovendo la responsabilità sociale della cultura e dell’arte contemporanea, la Fondazione SoutHeritage presenta in mostra i primi esiti delle azioni previste nel programma di Audience Development Program di Padiglioni Invisibili, con il quale il progetto intende perseguire una riflessione approfondita sulle possibilità, le dinamiche, gli scopi e i potenziali effetti dell’ inclusione sociale e intergenerazionale, attraverso un più ampio accesso all’arte e alla cultura contemporanea.
In questo ambito la fondazione supporta il progetto intitolato Ciak si critica!, nato dalla collaborazione con il Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità – Istituto penale per i minorenni E. Gianturco di Potenza, dove dal 15 dicembre 2018 al 28 febbraio 2019 è stato attivato un percorso formativo per l’integrazione sociale e culturale di minori ristretti. L’obiettivo dell’impegno sostenuto dalla fondazione è quello di favorire l’accesso all’arte e alla cultura contemporanea a persone che normalmente non compongono il «suo» pubblico, come i giovani detenuti, attraverso la produzione di alcuni momenti di formazione volti a donare strumenti linguistici, pratici e teorici di base per una comprensione dell’arte come strumento di crescita e di esperienza, condividendo i materiali visivi sviluppati e prodotti attorno ai temi del progetto Padiglioni Invisibili.

L’inaugurazione della mostra sarà anche il momento di presentazione dello spin-off imprenditoriale sociale del progetto Padiglioni Invisibili, che da un lato si focalizza sulla valorizzazione del  patrimonio culturale, dall’altro dà il suo contributo alla formazione continua e alla creazione di occupazione grazie alla costituzione di un nuovo soggetto d’impresa culturale composto da personale qualificato che si occuperà di organizzare laboratori educativi, gestire i luoghi del progetto e di operare attraverso visite guidate e attività di mediazione culturale con il pubblico, e di interpretariato LIS  (Lingua Italiana dei Segni).

Infine, fino al 25 maggio sarà possibile visitare la mostra Padiglioni Invisibili: rehearsing the Subterranean, ospitata nei suggestivi ambienti ipogei di Palazzo Viceconte (già Venusio), precisamente presso il Museo per la Fotografia Pino Settanni.

Periodo 

1 aprile > 25 maggio 2019
Orari
dal lunedì al venerdì, h.17/20
Biglietti
ingresso libero
Come arrivare
Area soggetta a ZTL. Si consiglia di parcheggiare presso parcheggio Via P. Vena e raggiungere  P.zza Duomo – V. San Potito a piedi.
Data la natura degli spazi architettonici, il percorso di visita richiede di affrontare alcuni piani di scale.
Info 
www.southeritage.it – info@southeritage.it – 0835 240348

Tradurre la musica in LIS a Venezia

VENEZIA. Chi non può sentire la musica può comunque percepirla attraverso le vibrazioni salendo su una pedana di legno speciale collegata ad un amplificatore, per avvertire le vibrazioni della musica attraverso il corpo. La “pedana sensoriale” è capace di trasformare i segnali sonori in vibrazioni percepite dal corpo quando, una volta saliti, ci si distende, ci si siede o si rimane in piedi.

A Ca’ Foscari, ricercatori e docenti di lingua dei segni italiana (LIS) vorrebbero dotarsi della pedana sensoriale come strumento didattico per insegnare a “sentire” la musica attraverso il corpo e imparare a riprodurre il ritmo percepito dal corpo attraverso la lingua dei segni italiana. Una ricaduta di queste attività è la produzione di canzoni e poesie in lingua dei segni in grado di esprimere con il corpo il ritmo veicolato dai suoni.

La struttura in legno è frutto dell’invenzione del lucchese Alfredo Di Gino Puccetti, per permettere al figlio sordo di entrare in contatto con il mondo dei suoni, fargli sentire – con le vibrazioni – che i membri della sua famiglia hanno una voce e che sono tutte diverse e capire che si può percepire il movimento della melodia, il suono del mare, il crepitio del fuoco.

E’ questo uno dei sei progetti sostenuti dalla community di Ca’ Foscari: tutti possono entrare a farne parte e fare una donazione per sostenere in prima persona le sei proposte, spiegate dettagliatamente: “Un modo per sostenere il futuro delle nuove generazioni e di tutti noi”.

La piattaforma sostienici.unive.it permette a tutti i donatori di rimanere aggiornati sull’evoluzione dei progetti sostenuti e di seguire l’andamento della raccolta a cui hanno partecipato. Le donazioni effettuate a favore dell’Università sono interamente deducibili dal reddito grazie alle agevolazioni fiscali riconosciute dall’ordinamento fiscale italiano. Il valore indicato come obiettivo di raccolta corrisponde a quello dell’intero progetto o di una singola area o attività specifica. Tutti possono donare, anche pochi euro, in modo semplice e trasparente. E fare comunque la differenza.

Nel caso della pedana, si tratta di un valido strumento anche per definire percorsi di apprendimento o di riabilitazione, e può essere usata anche in logopedia, musicoterapia e psicomotricità. Nata per le persone che non sentono, può essere usata anche per terapie su persone con vari tipi di disabilità: paraplegici, tetraplegici, down, autistici e con gravi ritardi mentali, con ottimi risultati. Potrebbe inoltre rendere accessibili eventi, spettacoli teatrali e musicali, a persone con disabilità.
Grazie al contributo di chi partecipa sarà possibile approfondire il funzionamento di questo splendido strumento dalle mille applicazioni, per un mondo più inclusivo e accessibile.

La magia in un giubbotto per i non udenti e il progetto "Feel the soud"

A Padova, l’associazione “Amici della musica” grazie al bando “Culturalmente” della Fondazione Cariparo sono riusciti a far “ascoltare” a persone non udenti la bellezza degli strumenti ad arco e soprattutto dei violoncelli con la musica di Bach. La magia è avvenuta attraverso uno zaino SUBPAC che, con il supporto di una placca metallica posta lungo la schiena, ha accarezzato delicatamente il corpo con contrazioni ritmiche cullando “l’ascoltatore”.

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Attraverso la rassegna “Dialoghi” si cercherà di ” ravvivare zone periferiche con la cultura e mettere la musica antica e i luoghi antichi (come la Sala della Carità, la chiesa dell’Immacolata e quella di Ognissanti) con musica moderna e luoghi contemporanei (come il Musme) e le nuove tecnologie». spiega Filippo Juvarra, direttore artistico degli Amici della Musica.

E da noi?

Partner da diverso tempo del Locomotive Jazz Festival, anche Movidabilia si è impegnata ad abbattere le barriere uditive attraverso il progetto Feel the Sound.

Con l’aiuto dei docenti della scuola di musica FLOW, Antonio Oliveti percussionista e Fabio De Vincentis musico terapeuta, le persone sorde hanno potuto “ascoltare” uno dei tanti concerti all’interno della rassegna Jazz del Locomotive Jazz Festival 2018. Per l’occasione Movidabilia si è dotata di casse Vibe Tribe, che hanno consentito di trasformare la musica in vibrazioni particolarmente forti e di usare qualunque superficie come cassa di risonanza.

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Ma non finisce qui!  Quest’anno l’associazione acquisterà, attraverso una parte del suo 5×1000, zainetti SUBPAC che verranno sperimentati nei prossimi eventi del Locomotive Jazz Festival 2019. Il progetto “Feel the Sound” si evolve sempre di più.

Rimanete sintonizzati perchè le novità saranno tantissime e non vediamo l’ora di comunicarvele!

 

 

 

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