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Di seguito tutte le novità dal mondo della diversabilità.

Anche i non vedenti potranno scrivere musica

Si chiama Odla ed è un dispositivo che permette la scrittura musicale. Accessibile a tutti, è brevettato per tutti i musicisti, soprattutto i non vedenti. Ad idearlo la startup up palermitana Kemonia River.

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Renato Pace, docente al Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini di Palermo e cofondatore assieme ai figli Alessandro, 33 anni e Massimiliano, 38 anni. «Con un pentagramma in rilievo, questo strumento introduce la terza dimensione pensata soprattutto per i musicisti non vedenti. Siamo nella fase di stampa del prototipo con un investimento di 50 mila euro. Lo abbiamo brevettato. Sarà disponibile ad aprile attraverso una campagna di prevendita ad un prezzo di circa 200 euro».

Quattro artisti dell'arte "irregolare" rappresenteranno l'Italia a Tokyo

Saranno quattro gli artisti del Centro di salute mentale di Bologna a rappresentare l’Italia alla ParaArt di Tokyo: MacKenzie, Augustine Noula, Francesco Valgimigli, Andrea Giordani. Questi i loro nomi. Coordinati da Concetta Pietrobattista dell’Ausl di Bologna all’interno del progetto Arte Salute, diretto dalla dottoressa Angela Tomelli, sono stati selezionati dalla cooperativa giapponese Npo Tokyo Soteria per conto della Nippon Charity Kyokai, fondazione che affronta la disabilità e la  cultura e che vede in ParaArt, un evento di punta dell’arte “irregolare”. Arte Irregolare è la definizione coniata dalla storica dell’arte Bianca Tosatti che, da anni, si occupa dei rapporti tra espressione artistica e disagio mentale. ParaArt sarà ospitata anche nell’ambito dei giochi Paralimpici di Tokyo del 2020 e avrà oltre 700 opere provenienti da tutto il mondo.

Il progetto Arte Irregolare di Bologna è nato dalla collaborazione tra il Nuovo Comitato il Nobel per i Disabili Onlus, voluto da Dario Fo e Franca Rame e coordinato da Jacopo Fo, e il Dipartimento Salute Mentale-Dipendenze Patologiche di Bologna. Successivamente il gruppo di artisti si è reso autonomo per partecipare, ideare e progettare mostre ed eventi aperti al territorio con lo scopo di vendere le proprie opere, sensibilizzare la cittadinanza ai temi della differenza e connettersi con altri soggetti che si occupano di Arte Irregolare. Il collettivo è formato da una trentina di artisti che si incontrano mensilmente per confrontarsi sul proprio percorso artistico e programmare e realizzare le iniziative da promuovere. Forme ipnotiche e colori accesi che esprimono una solo consapevolezza: quella di esistere e di esserci come parte integrante del mondo.

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Ma, bisogna fare attenzione a non usare la retorica, usando compassione per riconoscere un talento dove non c’è. Una cosa è l’arteterapia, che si svolge nei tanti laboratori per utenti psichiatrici, altro è accedere alla collezione di un museo d’Arte Irregolare a pieno titolo.

Si, perché esistono nel mondo musei e mostre dedicate all’Arte Irregolare. E in Italia, per adesso, niente. Grave, che proprio in Italia, paese dell’arte, non ci sia uno spazio dedicato a tale corrente artistica. Ci auguriamo che Bologna sia l’inizio di una lunga serie e che l’arte irregolare possa trovare l’importanza che merita.

Anffas: Abbiamo scelto di puntare sul lavoro

CAGLIARI. L’agenda dell’ANFFAS di Cagliari (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) si è recentemente arricchita di una serie di iniziative volte promuovere sul proprio territorio l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.
È stata del resto una scelta precisa di tale Associazione, in questi ultimi anni, quella di adeguare l’offerta dei servizi ai bisogni delle persone, costruendo nuove risposte in chiave inclusiva, capaci di mettere al centro le persone e accompagnarle verso l’acquisizione di competenze spendibili nel contesto territoriale. In tal senso – come avevamo ampiamente riferito anche sulle nostre pagine – una particolare attenzione è stata posta alla specializzazione dei servizi per il lavoro, tramite la costituzione, nel 2009, del SISL (Servizio di Inclusione Socio-Lavorativa) e, più recentemente, di un’Agenzia Mediazione Lavoro, «servizi che – come spiegano dall’ANFFAS sarda – prendono entrambi in considerazione l’educazione all’adultità quale approccio educativo che favorisce l’integrazione lavorativa delle persone con disabilità».

Nello scorso mese di dicembre, dunque, è stato realizzato un Laboratorio di ricerca attiva del lavoro che ha coinvolto cinque giovani, con l’obiettivo di accompagnarli nelle diverse fasi di ricerca di un’occupazione attraverso una conoscenza del mercato del lavoro e delle tecniche e degli strumenti utili per favorirne l’accesso.
L’iniziativa si è svolta utilizzando linguaggi e strumenti “facilitati”, per agevolare la comprensione da parte dei partecipanti, che si sono sperimentati nella costruzione del proprio curriculum, nella predisposizione di lettere di autocandidatura e nella risposta ad annunci di lavoro mediante l’invio alle aziende della propria lettera e del curriculum.
Il Laboratorio si è concluso con una visita all’Azienda Carrefour, in occasione della quale – grazie alla collaborazione della Responsabile per le Risorse Umane – i giovani con disabilità si sono sperimentati in una simulazione di colloquio di lavoro, mettendo in pratica quanto in precedenza acquisito.

Successivamente, in corrispondenza delle festività natalizie, l’ANFFAS del capoluogo sardo ha promosso la due giorni intitolata Inclusive Day… ANFFAS e imprese insieme per l’Inclusione lavorativa, in collaborazione con le realtà aziendali con cui l’Associazione collabora da anni. Il tutto, naturalmente, allo scopo di diffondere nel mondo produttivo la cultura dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.
Durante le due giornate, dodici giovani del SISL si sono sperimentati in modo attivo nel mondo del lavoro, mettendosi a disposizione dell’Azienda Carrefour di Quartucciu mediante l’offerta di servizi alla clientela. Accompagnati dai dipendenti dell’ipermercato hanno dunque collaborato nell’imbustare merce, sistemare gli articoli sugli scaffali, supportare le attività di cassa e altro ancora.
Slogan dell’iniziativa, Because we Think Different (letteralmente “Perché noi la pensiamo in modo differente”), in quanto «l’obiettivo – sottolineano i promotori – è stato quello di rendere visibili le competenze dei giovani con disabilità e trasmettere il messaggio che l’inclusione lavorativa è possibile… se pensiamo che sia possibile».

E da ultimo, ma non certo ultimo, l’Agenzia Mediazione Lavoro dell’ANFFAS ha partecipato per il secondo anno consecutivo al SJD (Sardinian Job Day), il più importante evento organizzato dall’ASPAL (Agenzia Sarda per Politiche Attive del Lavoro), dedicato al mercato del lavoro nell’Isola e tenutosi alla fine di gennaio a Cagliari.
Tra i vari momenti di incontro tra domanda e offerta, colloqui tra candidati e imprese, convegni, seminari e laboratori, anche gli operatori dell’Agenzia – coadiuvati dai giovani provenienti dai servizi dell’ANFFAS sul lavoro – hanno organizzato un proprio stand informativo e promozionale presso il quale si sono recati numerosi familiari di persone con disabilità, per informarsi sui servizi offerti, giovani in cerca di lavoro, per presentare la propria candidatura, operatori del settore, scuole e agenzie formative, per un momento di scambio e confronto.
«Il Sardinian Job Day – concludono dall’ANFFAS di Cagliari – ha sicuramente rappresentato un’occasione preziosa per entrare in contatto con le aziende del territorio, avviare nuove collaborazioni o consolidare collaborazioni già in essere. Un prezioso evento dove lo scambio di informazioni, conoscenze e contatti sono stati un’ottima opportunità di crescita professionale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Area Comunicazione ANFFAS di Cagliari (Elisabetta Mossa), area.comunicazione@anffassardegna.it.

Legge 104, esenzione canone Rai per disabili: tutte le novita' per il 2019

L’esenzione dal canone Rai potrebbe diventare una delle nuove agevolazioni per i titolari della legge 104 con handicap grave.

ESENZIONE CANONE RAI LEGGE 104. È tra le novità che potrebbero essere introdotte con un emendamento alla nuova Legge di bilancio (qui cosa prevede) e riguarda i titolari di Legge 104 a cui è stato riconosciuto un handicap grave.
Si tratta dell’esenzione dal pagamento del canone Rai per invalidi e disabili, fino a qualche anno fa prevista per queste categorie ma poi abbandonata. Ora, con un emendamento alla nuova manovra finanziaria presentato dal M5s – nello specifico dalle senatrici Bianca Laura Granato e Agnese Gallicchio – tale esenzione potrebbe tornare attiva per chi si vede riconosciuta la Legge 104, art.3, comma 3 e per quei familiari che hanno a carico una persona con handicap grave.

 

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Esenzione canone Rai Legge 104. Come funziona e a chi spetta.
Il nuovo emendamento a firma del M5s, quindi, prevede l’esenzione dal pagamento del canone Rai per determinate categorie, quali appunto i titolari di Legge 104 a cui è stato riconosciuto un handicap grave e i suoi familiari.
Tale esenzione, quindi, non spetta a tutti i titolari di Legge 104, bensì solo a coloro che si sono visti riconoscere l’articolo 3, comma 3 di questa legge. Inoltre, i soggetti esenti dal pagamento di questa tassa sono:
– gli anziani over 75 con un reddito annuale massimo di 8 mila euro
– gli invalidi civili in degenza all’interno di una casa di riposo
– i militari delle Forze Armate italiane residenti in ospedali militari, Case del soldato o Sale convegno dei militari delle Forze Armate (sono quindi esclusi i militari residenti in case private seppur situate all’interno di una struttura militare)
– il personale civile non residente in Italia, di cittadinanza non italiana e appartenente alle forze NATO situate in Italia
– gli agenti diplomatici e consolari;
– i rivenditori o i negozi in cui vengono riparate le tv
– i possessori di apparecchi radio

All’interno di queste categorie, naturalmente, c’è anche chi non è proprio in possesso dello strumento televisivo; in questo caso, tuttavia, al fine di essere esentati dal pagamento della tassa è necessario presentare un’apposita domanda. Questa può essere inviata compilando lo specifico modulo di dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo, il quale è reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate o direttamente su quello della Rai.
Attualmente l’importo del canone Rai è pari a 90 euro; tale importo viene suddiviso in 10 rate annuali che vengono addebitate direttamente sulla bolletta elettrica.

In conclusione, ecco il testo dell’emendamento riguardante l’esenzione per i titolari di legge 104 con handicap grave: “A decorrere dall’anno 2019, sono altresì esenti dal pagamento del canone i soggetti con disabilità riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, nonché i titolari di abbonamento nel cui nucleo familiare è presente un soggetto fiscalmente a carico con disabilità riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104. La richiesta di esenzione, unitamente al verbale di riconoscimento della grave disabilità, è inoltrata all’Agenzia delle Entrate, per mezzo di posta elettronica certificata, dalle associazioni di categoria che ne hanno la rappresentanza e la tutela”.
Se tale emendamento giungerà all’approvazione definitiva, allora l’esenzione per queste particolari categorie di contribuenti sarà effettiva.

Reddito di cittadinanza i provvedimenti per le persone con disabilita

Il Reddito di cittadinanza viene proposto come misura di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale.

Con la pubblicazione del Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4 il Consiglio dei Ministri ha approvato le disposizioni in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. Il Decreto Legge è in vigore dal giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avvenuta il 28 gennaio 2019.
Per la conversione in legge e le eventuali modificazioni si attende l’esame delle Camere.

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Il Reddito di cittadinanza (c.d. Rdc) viene proposto come misura di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, nonché diretta a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione e alla cultura attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro.
Il Reddito di cittadinanza è un intervento monetario di integrazione al reddito familiare, associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale. L’erogazione del beneficio è infatti condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro da parte dei componenti il nucleo familiare maggiorenni e alla adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che prevede attivita’ al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi, nonchè altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale.
Il beneficio economico del Rdc, su base annua, si compone di due elementi: una componente ad integrazione del reddito familiare fino ad un massimo annuale di 6.000 euro e una componente, ad integrazione del reddito dei nuclei familiari residenti in abitazione in locazione, pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto in locazione, come dichiarato a fini ISEE, fino ad un massimo di euro 3.360 annui.
Il Decreto stabilisce che il beneficio economico non può essere inferiore ad euro 480 annui.
E’ istituito a decorrere dal mese di aprile 2019.
Il Decreto Legge fissa i requisiti e, per inoltrare richiesta, è necessario vengano tutti rispettati. I criteri fondamentali sono legati al reddito e sono:
– Essere cittadini italiani o europei o lungo soggiornanti, residenti in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa.
– Avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui.
– Possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro.
– Avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, accresciuto di euro 2.000 per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di euro 10.000, incrementato di ulteriori euro 1.000 per ogni figlio successivo al secondo. I predetti massimali sono ulteriormente incrementati di euro 5.000 per ogni componente con disabilita’.
– Avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.

Volendo fare un esempio concreto, qualora il nucleo familiare fosse costituito da due persone, di cui una con disabilità, per poter fare richiesta del reddito di cittadinanza, l’ammontare del patrimonio finanziario del nucleo familiare non dovrebbe superare superare i 13.000 euro (ovvero 6.000 + 2.000 + 5.000).
Nel computo complessivo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) verrà conteggiato anche l’assegno mensile di invalidità, che andrà quindi a aumentare la soglia di reddito per un totale annuo di 3.713,58 euro (285,66 per 13 mensilità).
Come è noto il Consiglio di Stato, rigettando con le sentenze nn. 838, 841 e 842 del 2016 gli appelli avverso le pronunce del Tar Lazio, ha modificato, con l’articolo 2 sexies il decreto legge 29 marzo 2016, n. 42, convertito, con modificazioni, con la legge 26 maggio 2016, n. 89. Per effetto di tale disposizione, i trattamenti quali, ad esempio, indennità di accompagnamento, le pensioni di invalidità, le indennità di frequenza, le indennità di comunicazione, non saranno rilevati in automatico dagli archivi dell’Istituto né andranno più indicati nella DSU qualora erogati da amministrazioni pubbliche diverse dall’INPS.
Conseguentemente la circolare Inps n. 137 del 25 luglio 2016 recependo tale innovazione fornisce tra le istruzioni anche la necessità di non indicare più nel DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) necessaria per la richiesta dell’ISEE i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari erogati a qualunque titolo dalle amministrazioni pubbliche qualora attinenti a condizioni di disabilità.

Relativamente invece al requisito della residenza ricordiamo che l’articolo 2 della legge n. 1228/1954 disciplina il caso di persone senza fissa dimora, specificando che queste si intendono residenti nel comune dove hanno stabilito il domicilio.
La persona stessa, al momento della richiesta di iscrizione, e’ tenuta a fornire all’ufficio di anagrafe gli elementi necessari allo svolgimento degli accertamenti atti a stabilire l’effettiva sussistenza del domicilio. In mancanza del domicilio, si considera residente nel comune di nascita.
Presso il Ministero dell’interno è istituito un apposito registro nazionale delle persone che non hanno fissa dimora.

Ulteriori, rispetto ai limiti sopra indicati sono quelli relativi il “godimento di beni durevoli”. Alla lettera c, comma 1, art. 2 si chiarisce che nessun componente del nucleo familiare debba essere intestatario di autoveicoli immatricolati la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta ovvero di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei due anni antecedenti.
Restano invece esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente. Altro motivo di esclusione il possesso o la disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto.
Sono esonerati dagli obblighi connessi alla fruizione del Rdc, i titolari di pensione di cittadinanza ovvero i beneficiari del reddito di cittadinanza pensionati o comunque di età pari o superiore a 65 anni. Sono esclusi da questi obblighi e percorsi le persone con disabilità, i familiari con carichi di cura, quando nel nucleo siano presenti minori di tre anni di età o persone con disabilità grave o non autosufficienza.
I coniugi permangono nel medesimo nucleo anche a seguito di separazione o divorzio, qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione.
Il Rdc e’ compatibile con il godimento della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI).

Come detto il decreto legge 4/2019 è ora all’esame del Parlamento, ma nella versione approvata dal Consiglio dei Ministri entra già in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito www.redditodicittadinanza.gov.it

Il telefono diventa un traduttore per i non udenti

Un’app permette di tradurre le parole in testi per i non udenti sul display dello smatphone.
Un’app trasforma i telefonini in uno strumento che permette di far conversare in diretta le persone non udenti che non conoscono il linguaggio dei segni e in qualsiasi situazione, anche a tavola o al bancone di un bar.
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Si chiama Live Transcribe, converte le parole in testi che compaiono sul display dello smartphone e la persona non udente può rispondere digitando la risposta sulla tastiera. Destinata al sistema operativo Android, l’app è stata realizzata da Google con il contributo dell’americana Gallaudet University, frequentata da persone non udenti e con problemi di udito. La stessa università ha sperimentato l’app sui suoi studenti.
“Ora possiamo fare cose che non erano nemmeno lontanamente possibili qualche anno fa, come partecipare a una conversazione a tavola o ogni volta che se ne presenta l’opportunità”, ha detto Christian Vogler, della Gallaudet University. L’app funziona in oltre 70 lingue, compresi alcuni dialetti, e inizialmente verrà resa disponibile in una versione beta, cioè non definitiva.

Ha sperimentato l’app anche l ingegnere di Google con problemi di udito Dimitri Kanevsky, che ha contribuito a sviluppare la tecnologia: l’app, ha detto, gli permette di comunicare facilmente con le sue bambine senza l’aiuto di altri membri della famiglia. Anche gli studenti che l’hanno testata sostengono che l’applicazione è in grado di raccogliere la maggior parte di ciò che viene detto durante una conversazione. Inoltre, se la conversazione si ferma per un po’ e poi riprende, il telefono può vibrare per avvisare.

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