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Di seguito tutte le novità dal mondo della diversabilità.

Le bracciate di Simone e il sogno dei Giochi Paralimpici di Tokyo

È destinato a diventare l’erede di Federico Morlacchi, il migliore azzurro di sempre in piscina, che ha la sua stessa disabilità e con il quale si allena in piscina.

Nel mondo rappresenta la faccia sorridente e sfrontata della nuova generazione di nuotatori paralimpici. In Italia è destinato a diventare l’erede di Federico Morlacchi, il migliore azzurro di sempre in piscina, stesso tipo di disabilità, con il quale si allena dal 2015. A diciotto anni, Simone Barlaam, milanese, nato con ipoplasia del femore destro, è già una stella: campione del mondo in due specialità, con il record mondiale nei 50 stile, oltre a un argento e un bronzo ai Mondiali di Città del Messico 2017, la scorsa estate ha vinto 4 medaglie d’oro e una d’argento agli Europei di Dublino, affermandosi come uno degli atleti più medagliati della manifestazione. Non sono solo queste le motivazioni che lo hanno portato a essere fra i vincitori del Premio Brera, uno dei riconoscimenti sportivi più importanti, dedicato al grande giornalista lombardo, consegnato nei giorni scorsi a Milano e in passato assegnato ai più grandi.

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Simone non è però solo un’eccellenza sportiva. Studente all’ultimo anno di liceo, ha frequentato il quarto anno quale exchange student alla Castle High School di Sydney, vincendo medaglie d’oro in diverse competizioni nazionali australiane. Sveglia prima dell’alba, alle 5 in piscina, scuola, studio, 11 allenamenti a settimana e palestra. Una esperienza che lo ha fatto crescere anche come uomo. Primo tuffo quando a pochi mesi di vita.

Durante l’infanzia è stato sottoposto a dodici operazioni chirurgiche per tentare di sistemare l’arto. La prima a tre giorni di vita. Il nuoto era per lui in quel periodo l’unico sport possibile. «Mi innamorai dell’acqua e della libertà che mi permetteva. Lì si vive il piacere della fatica». Nel 2015 vede una gara di Morlacchi, che diventa il suo esempio e mentore. Da allora si allena con lui e un bel gruppo di campioni (su di loro è stato girato il docufilm «I pesci combattenti»), messo insieme dalla Pol.Ha Varese con un tecnico di valore mondiale come Massimiliano Tosin. È in assoluto una delle grandi promesse azzurre in vista dei Giochi Paralimpici di Tokyo.

Italia Travel Awards, il premio "Oscar" al turismo accessibile

Al via la quarta edizione del premio, rivolto al settore turistico italiano e dedicato quest’anno alla mobilità senza barriere. Saranno premiate le iniziative significative per l’accessibilità ai servizi turistici, che assicurano una vacanza senza ostacoli e difficoltà.

ROMA . Italia Travel Awards premia l’accessibilità: la quarta edizione del premio, rivolto al settore turistico, è dedicata proprio al tema delle barriere e del loro superamento. La partecipazione alla manifestazione è aperta a tutte le associazioni, gli enti le istituzioni, i comuni, le regioni ed agli operatori turistici che hanno realizzato iniziative importanti per l’accessibilità ai servizi turistici permettendo una vacanza senza ostacoli e difficoltà.
Italia Travel Awards.

I partecipanti procederanno alla descrizione dettagliata dell’iniziativa realizzata scegliendo tra: un programma o un itinerario di viaggio accessibile; un progetto accessibile rivolto alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale; una struttura ricettiva che facilita le attività rivolte ai turisti con disabilità; un progetto che assicuri alle persone con esigenze speciali la fruibilità del trasporto, della mobilità, della ristorazione e del tempo libero. Ogni partecipante dovrà presentare uno o più dei detti progetti realizzati, compilando la scheda di partecipazione sotto indicata entro e non oltre la data 31 marzo 2019. Una giuria di professionisti dell’industria del turismo valuterà i progetti inviati.

Il premio. Giunto alla sua quarta edizione, Italia Travel Awards è il premio nato per celebrare l’impegno e la competenza nel settore turistico italiano. L’obiettivo principale è quello di accendere i riflettori sull’industria turistica in Italia, oltre che di incoraggiare e di stimolare la professionalità nel settore dei viaggi e del turismo nazionale ed internazionale, con il patrocinio del ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, e dell’Enit.

Si tratta di un evento unico nel suo genere, al quale hanno partecipato, nelle precedenti edizioni 400 manager e rappresentano delle aziende turistiche italiane e che è stato seguito anche in diretta streaming da oltre 6.000 utenti. A scegliere le aziende meritevoli dei prestigiosi premi assegnati dagli Italia Travel Awards, sono agenti di viaggio e viaggiatori (oltre 23000 nel 2018) che, durante 8 mesi di votazioni e di promozione, esprimono online le loro preferenze per ognuno dei premi di categoria, attraverso un sistema di voto libero e trasparente.

Il turismo per tutti. I turisti con disabilità sono in crescita negli ultimi anni, le stime, nei paesi europei, parlano di quasi 50 milioni di viaggiatori disabili che hanno e devono avere la possibilità di poter accedere a strutture che possano soddisfare il loro desiderio di svago anche fuori dei loro luoghi abituali. Assicurare l’accessibilità della ricettività, del trasporto e della mobilità, della ristorazione e di qualsiasi altro servizio vuol dire offrire alle persone che hanno bisogni speciali e alle loro famiglie un ampio grado di autonomia nella fruizione turistica. Ecco perché Italia Travel Awards, che si è sempre dimostrata sensibile alle problematiche legate alle disabilità, ha voluto inserire questo nuovo premio “alla migliore esperienza senza barriere” nell’assegnazione degli oscar del turismo.

Un "taxi sociale", per incentivare la dimensione relazionale in Sicilia

Tramite il progetto denominato “Taxi sociale” e grazie ai volontari del Servizio Civile, la UILDM di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), ha deciso di mettere a disposizione il proprio automezzo per soddisfare le esigenze di trasporto di tutte le persone che ne facciano richiesta, sia per necessità di tipo medico e riabilitativo, ma anche e soprattutto per poter partecipare ad attività culturali e di svago, intendendo in tal modo incentivare la dimensione relazionale delle persone.

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MAZARA DEL VALLO. È partito tre anni fa, da un confronto tra i propri Soci, il progetto denominato Taxi sociale, promosso dalla UILDM di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).
«Nella nostra Provincia – spiega Giovanna Tramonte, presidente dell’Associazione – vi sono attualmente poche realtà in grado di fornire un servizio di trasporto per persone con disabilità che ne soddisfi e garantisca i bisogni di indipendenza. Questi servizi, in ogni caso, prendono in considerazione solo gli aspetti strettamente legati alla necessità di spostamento per terapie mediche e riabilitative, mentre resta quasi sempre inascoltata la richiesta di trasporto per attività culturali e di svago come il cinema, il teatro, i centri ricreativi».
«Grazie dunque ai volontari del Servizio Civile, la UILDM mazarese ha deciso di mettere a disposizione il proprio mezzo per soddisfare le esigenze delle persone che ne facciano richiesta. «È un servizio che offriamo – dichiara ancora Tramonte – perché per noi è essenziale considerare la persona in tutti gli aspetti della vita, sia che si tratti delle sue esigenze di tipo medico, ma soprattutto cerchiamo di incentivare la dimensione relazionale, che fa parte della quotidianità di ciascuno di noi». (S.B.)

Ringraziamo per la collaborazione Alessandra Piva dell’Ufficio Stampa della UILDM Nazionale.

Il "Progetto BAOBAB", per far si' che la SLA non prenda il sopravvento

«In molti nuclei familiari coinvolti in una malattia come la SLA (sclerosi laterale amiotrofica), sono presenti dei minori. L’obiettivo di questa iniziativa è di dare sostegno psicologico a quelli tra loro che mostrino delle fragilità, oltreché di offrire strategie educative ai loro genitori, al fine di sostenere la relazione con questa esperienza di vita»: viene presentato così il “Progetto BAOBAB”, iniziativa promossa nell’àmbito dell’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) dal GIP-SLA, il Gruppo Italiano Psicologi SLA, con il sostegno della Fondazione Mediolanum.

«In molti nuclei familiari sono presenti dei minori che, come tutte le altre persone della famiglia, sono coinvolti in una malattia come la SLA (sclerosi laterale amiotrofica). Questo loro impatto con il dolore può incidere positivamente nella loro crescita, amplificandone le capacità di resilienza, ma anche avere un impatto psicologico negativo sulla loro crescita sia a livello emozionale che comportamentale. Questa ricerca prevede una prima fase di osservazione e valutazione sugli atteggiamenti dei minori e sulle loro risposte emotive. L’obiettivo finale sarà quello di dare sostegno psicologico ai minori che mostrino delle fragilità ed offrire strategie educative ai loro genitori al fine di sostenere la relazione con questa esperienza di vita».
Viene presentato così il Progetto BAOBAB, iniziativa promossa nell’àmbito dell’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) dal GIP-SLA, il Gruppo Italiano Psicologi SLA, coordinato da Gabriella Rossi, con il sostegno della Fondazione Mediolanum.

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L’idea del nome del progetto – che guarda segnatamente con grande attenzione alle famiglie con SLA, oltreché agli operatori del settore – nasce dal celebre libro di Antoine de Saint-Exupéry Il piccolo Principe, con la figura del Baobab che vuole rappresentare appunto la SLA, malattia che se non viene “curata” in tutti i suoi aspetti, può prendere il sopravvento nella vita delle persone che ne sono coinvolte. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: gipsla@aisla.it.

Cultura accessibile oltre il buio a Trieste

Il 14 febbraio a Trieste andrà a uno studio che mette in rapporto gli ausili audio video destinati alle persone con disabilità, con le linee guida adottate per effettuare proprio le descrizioni rivolte a “categorie speciali”, il premio annuale alla tesi di laurea su politiche e interventi riguardanti i diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, iniziativa promossa dalla Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone Disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, d’intesa con l’Università di Trieste.

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TRIESTE. «La volontà della nostra Consulta è di premiare gli studenti, ma anche di sottolineare quanto sia importante che l’Università sia al fianco del mondo della disabilità per elaborare nuove linee di indirizzo e nuove politiche per le persone con disabilità. E tutto questo specie in quest’anno per noi così importante, di grande impegno nei confronti della nostra Regione, per far sì che la legislazione regionale sia coerente con i princìpi affermati dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ove si afferma che il disabile è una persona, un cittadino, con gli stessi diritti di tutti gli altri».
A dirlo è Mario Brancati, presidente della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone Disabili e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, in vista del momento conclusivo del Premio Annuale alla tesi di laurea su politiche e interventi riguardanti i diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, iniziativa promossa dalla stessa Consulta, d’intesa con l’Università di Trieste.
Tale evento è esattamente in programma per il 14 febbraio a Trieste (ore 11), nel Palazzo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e a conferire il riconoscimento sarà Alessia Rosolen, assessore regionale del Friuli Venezia Giulia al Lavoro, alla Formazione, all’Istruzione, alla Ricerca, all’Università e alla Famiglia, alla presenza, tra gli altri, di Michela Del Piero, presidente della Banca di Cividale.

Ad aggiudicarsi quest’anno il premio, del valore di 1.000 euro, è stata la dottoressa Marcolina Bortolin, con la tesi intitolata Cultura accessibile oltre il buio. Confronto valutativo tra le linee guida e i prodotti audio descritti (relatori: Christopher Taylor ed Elisa Perego), frutto di una ricerca che ha messo in rapporto gli ausili audio video destinati alle persone con disabilità con le linee guida adottate per effettuare proprio le descrizioni rivolte a categorie speciali, nel tentativo di comprendere se queste linee guida siano efficaci o meno.
Lo studio è stato selezionata da una commissione presieduta dal citato Mario Brancati e composta da Elio Palmieri, rappresentante anch’egli della Consulta delle Associazioni, oltreché da Luigi Gui ed Elena Bortolotti, docenti dell’Università di Trieste. (S.B.)

La cultura tra le mani: Braille a Matera

Per continuare a promuovere la conoscenza e la diffusione del Braille – sistema di letto-scrittura “sempreverde” e di valore tuttora imprescindibile per le persone con disabilità visiva – l’UICI ha organizzato per il 20 e 21 febbraio a Matera, in collaborazione con il Club Italiano del Braille, la due giorni di incontri e dibattiti denominata “La cultura tra le mani”, per celebrare degnamente la dodicesima Giornata Nazionale del Braille, in un’ideale abbinamento culturale con la città lucana che, com’è noto, è la Capitale Europea della Cultura 2019.

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«Ci sono invenzioni – sottolineano dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) – che seppur straordinarie, con il passare del tempo vengono superate e sostituite da nuove scoperte grazie al progredire della scienza, della ricerca e dell’innovazione. Il Braille, invece, il sistema di letto-scrittura a sei punti in rilievo inventato oltre due secoli fa, continua ad essere ancora oggi un indispensabile strumento di integrazione e cultura per tutte le persone con disabilità visiva, rimanendo fedele nell’uso e nell’efficacia a come lo aveva concepito Louis Braille».
Dodici anni fa, con la Legge 126/07, è stata istituita, per il 21 febbraio, la Giornata Nazionale del Braille, quale momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone con disabilità visiva. La Giornata coincide con quella Mondiale della Difesa dell’Identità Linguistica, promossa dall’Unesco. Dal canto suo, l’UICI, per continuare a promuovere la conoscenza e la diffusione del Braille, celebrerà la dodicesima edizione dell’evento con due convegni a Matera, organizzati per il 20 e 21 febbraio prossimi, in collaborazione con il Club Italiano del Braille, in un’ideale abbinamento culturale con la città lucana che, com’è noto, è la Capitale Europea della Cultura 2019.

«La cultura tra le mani – spiega Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI – è il titolo che abbiamo voluto dare a questi due giorni di incontri e dibattiti, scegliendo Matera come città simbolo di un tema – la cultura – che per i ciechi e gli ipovedenti passa innanzitutto attraverso il tatto. L’individuo con disabilità visiva, infatti, impara a leggere con le dita, sente nascere la parola attraverso di esse, la può toccare, tradurre. È una fase fondamentale della vita, poiché è in questo momento che egli acquisisce gli strumenti indispensabili per avviare il proprio percorso d’inclusività e di cittadino; attraverso l’uso del Braille, le persone cieche e ipovedenti possono accedere al patrimonio culturale scritto dell’umanità».
«L’impegno ad abbattere gli ostacoli che impediscono l’accesso alla cultura – conclude – e la politica di inclusione che la città di Matera sta sviluppando anche attraverso nuove tecnologie e processi di apprendimento, ne faranno il luogo ideale dove discutere e confrontarci con esperti del mondo accademico e istituzionale, dando sempre piena evidenza al fatto che neppure oggi, con l’avvento delle tecnologie digitali e il personal computer, il Braille può dirsi superato: esso mantiene ancora intatta tutta la sua qualità educativa e ha un valore imprescindibile per le persone con disabilità visiva; è qualcosa che appartiene a loro nel profondo!».

Nel rimandare i Lettori al programma completo dei due convegni di Matera (a questo link), ricordiamo qui che il primo si svolgerà nel pomeriggio del 20 febbraio, presso l’Ex Ospedale San Rocco, Chiesa del Cristo Flagellato, mentre il secondo, nella mattinata del 21 febbraio, avrà sede presso l’Università della Basilicata.
Oltre ad esponenti del mondo accademico e istituzionale, come ricordato da Mario Barbuto, vi prenderanno parte una serie di esperti impegnati ad alto livello nei vari settori dell’UICI, a partire naturalmente dallo stesso Barbuto e da Nicola Stilla, presidente del Club Italiano del Braille e, tra gli altri, anche alcune note “firme” di «Superando.it», quali Marco Condidorio, coordinatore delle Commissioni Nazionali Istruzione, Formazione e Terza Età dell’UICI e Franco Lisi, direttore scientifico della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano. (A.P. e S.B.)

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