21 marzo 2019

“Detective per caso”, commedia dal grande messaggio sociale, non ha avuto però i contributi del Mibac.

I protagonisti di “Detective per caso” sono attori disabili e alle loro spalle ci sono star del cinema italiano come Claudia Gerini, Stefano Fresi, Valerio Mastandrea, Lillo Petrolo, Massimiliano Bruno, Stella Egitto, Mirko Frezza e Paola Tiziana Cruciani, che hanno recitato gratuitamente.

Diretta da Giorgio Romano e distribuita da Medusa è uscito come evento in 200 sale italiane il 18 e il 19 marzo.

“Siamo stati i primi in Italia a sfidare il mondo cinematografico scegliendo attori disabili per interpretare ruoli che sarebbero generalmente interpretati da attori affermati, abbattendo così le barriere che da sempre caratterizzano anche il mondo dello spettacolo. Lo scopo di questo film è quello di spostare i confini, i personaggi non sono mai patetici, ma ironici, maliziosi, furbi e anche spregiudicati ”, spiega Daniela Alleruzzo coproduttrice del film. Alleruzzo è da tanto tempo la responsabile dell’accademia  “L’arte nel cuore” che forma attori disabili e normodotati, per creare ottimi professionisti del mondo della recitazione e dello spettacolo.

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Detective per caso è una  commedia dove si ride spesso ed è stata girata in quattro settimane, con due di preparazione e un minibudget di 250 mila euro, frutto del sostegno economico di Allianz Umana Mente, per la prima volta impegnata in un progetto cinematografico e di numerose aziende, tra cui Soul Movie srl che ha fornito gratuitamente il macchinario tecnico.

Al centro della trama c’è Giulia una ragazza down che lavora nell’ufficio oggetti smarriti di una stazione ma ha aspirazioni da detective. E’ interpretata da Emanuela Annini, 32 anni romana, con la sindrome di Down, una vera star dentro e fuori lo schermo. Alla presentazione del film ha colpito tutti dicendo: “Voglio incoraggiare le famiglie che affrontano il problema della disabilità: ce la possono fare, come ce l’ho fatta io”.

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Giulia indaga sulla misteriosa scomparsa di suo cugino Piero (l’attore con disabilità Alessandro Tiberi) trascinandosi dietro il gruppo dei suoi grandi amici (normodotati e persone con disabilità ). Il regista Giorgio Romano ha raccontato di essersi inventato degli stratagemmi per tranqullizzare gli attori. Ad esempio, per tranqullizzare Giordano Cappucci che interpreta il pauroso “Panico” e che per il suo disturbo non riesce a stare mai fermo, il regista ha fatto credere che anche lui era ipercinetico e per tranquillizzarlo gli ha dato una pallina antistress di gomma. Presentato alla Festa del cinema di Roma e poi al Festival Los Angeles-Italia “Detective per caso” sarà anche in altri futuri festival.

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“Tutto è nato da un incontro con Daniela Alleruzzo, mi ha convinto il fatto che questo fosse un film normale” ha spiegato “un vero progetto cinematografico, a cui dedicheremo la stessa campagna pubblicitaria che mettiamo in campo per gli altri prodotti”. Claudia Gerini ha raccontato di aver aderito con entusiasmo convinta che “questo progetto aiuterà a sfondare qualche muro”, mentre Paola Tiziana Cruciani, sottolineando che “c’è più disabilità in tanti orridi salotti tv che in questo cast”, si è detta convinta del potere terapeutico della recitazione e la vorrebbe come materia obbligatoria nelle scuole.

Il regista chiarisce che è già stata “una scommessa immaginare un mondo dove l’integrazione tra sani e disabili fosse già avvenuta”. Forse questo delizioso film contribuirà a realizzarla.

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