Ecco perché un mini-hackathon è comunque un grande hackathon

Di Sabrina Barbante
Lo abbiamo chiamato mini-hackathon, quello organizzato s
abato 7 marzo, a Bari, in occasione di Bollenti Spiriti Camp 2015.
La piccola maratona informatica per lo sviluppo di una mappa dell’accessibilità della città è stata infatti un ripercorrere, in tempi decisamente più ristretti, le tappe della più lunga maratona che si è tenuta a Lecce il 9 novembre 2014 (QUI tutte le info).

Ma ci sono dei motivi per cui, per quanto un hackathon sull’accessibilità possa durare anche solo una o due ore, definirlo ‘mini’ è semanticamente inappropriato.

#1.
Quando il protagonista e mentore è il Digital Champion di Matera Piero Paolicelli, nulla è ‘mini’. Tutto viene fatto in grande, tutto viene tenuto e diretto come se di fronte ci fosse una platea infinita pronta a seguire le istruzioni sulla mappatura di una grande città, che durerà per ore e ore. Grazie a lui e alla sua guida, la maratona è stata aperta a tutti, esperti e meno esperti informatici.
(Il tutto è stato tradotto in LIS da Marianna Flumero, interprete di Matera).

#2.
Il contesto è importante; in questo caso, grazie al contenitore del BSCampo, l’audience era composto anche da associazioni Puglia Accessibile, i Lions di Bari e numerose sturtup innovative presenti in fiera.

Non è poco; diffondere l’accessibilità come concetto che dipende in primis dalla cittadinanza attiva anche tra i nuovi imprenditori vuol dire avere la possibilità concreta di avere nei prossimi 10-20 anni una diversa attitudine all’accessibilità anche nel mondo dell’impresa.

#3.
Nessun Hackathon dura davvero solo il tempo stabilito dal programma, scandito dalla disponibilità delle sale e dalla tenuta fisica di chi dirige e di chi interviene.

Dura molto di più, potenzialmente per sempre.
Il motivo è molto semplice: l’hackathon per la mappatura dal basso delle aree accessibili di una città è un evento che nasce per il come e il perché della mappatura.
Si insegna a tutti, esperti informatici e non, smanettoni e imbranati digitali, quanto sia oggi giorno semplice inserire dei dati in una mappa condivisa in tutto il mondo.
La mappa creata in questo contesto, breve ma intenso, verrà per altro completata dal percorso tattilo – plantare costruito dall’Ing. Di Ciommo dei Lions di Bari, che ha tenuto un interessantissimo intervento di apertura al nostro hackathon.
Assieme al come, viene diffuso il perché.
Il fattore culturale che ci rende cittadini e non più solo ‘popolo’ e ‘consumatori’.

IMG_20150309_100343~2

Ringraziamo Piero Paolicelli anche per aver creato e condiviso a questo link un documento con gli argomenti trattati.

X