25 maggio 2015

La redazione di Movidabilia propone questo interessante pezzo dell’avv. Ilaria Pinnella, che potete contattare scrivendo a serviziolegale@movidabilia.it

Discriminazione: “La discriminazione consiste in un trattamento non paritario attuato nei confronti di un individuo o un gruppo di individui in virtù della loro appartenenza ad una particolare categoria. Due caratteristiche principali necessarie a definire discriminazione un atteggiamento nei confronti di un individuo o un gruppo di individui sono: 1. Un trattamento particolare, diverso rispetto agli altri individui o gruppi di individui; 2. Un’assenza di giustificazione per questo differente trattamento”.

In tale definizione nozionistica di discriminazione rientra pienamente la realtà vissuta, ancora oggi, dalle PERSONE con disabilità, quali individui appartenenti ad una “particolare categoria”. Infatti, le persone con qualsivoglia tipo di disabilità, sia permanente sia temporanea, si scontrano quotidianamente tanto con un insieme di atteggiamenti sociali e culturali discriminatori, quanto con barriere strutturali fortemente con effetto discriminatorio che comportano la esclusione dalla vita sociale, costringendo, quindi, la persona con disabilità a creare un proprio mondo nel “mondo normodotato”. La persona con disabilità, in realtà, pur al centro di svariate campagne di sensibilizzazione, è comunque ancora costantemente costretta a rincorrere il modo normodotato, stante l’incapacità di quest’ultimo di adeguarsi e adeguare le proprie barriere mentali e strutturali alle persone con disabilità.

 

Tuttavia, tali atteggiamenti discriminatori trovano una precisa sanzione nella legislazione italiana vigente, ovvero la Legge 67 del 1 marzo 2006 finalizzata, appunto, a garantire ed attuare una tutela giurisdizionale delle persone con disabilità in relazione ad atti e comportamenti discriminatori intrapresi nei loro confronti tanto in forma diretta quanto indiretta finalizzati a violare la loro dignità e libertà.

L’aspetto interessante di tale normativa, non sta solo nell’aver dotato la persona con disabilità di una apposita “arma”: una specifica tutela giurisdizionale dalle discriminazioni perpetrate, ma anche di aver realizzato dal punto di vista squisitamente procedurale una forma di tutela semplice da attivare e che consente un veloce accesso alla giustizia civile.

In breve: la persona con disabilità (sia permanente che temporanea), che ritiene di aver subito un atto discriminatorio, dal soggetto privato e dalla pubblica Amministrazione, può depositare ricorso, anche personalmente, rivolgendosi alla cancelleria del tribunale civile in composizione monocratica nel luogo del domicilio, chiedendo sia la CESSAZIONE DELLA CONDOTTA DISCRIMINATORIA sia IL RISARCIMENTO DEL DANNO, anche non patrimoniale, quale il “danno da discriminazione” consistente, appunto, nel “non poter fare come altri fanno, non avere le stesse opportunità, non godere delle stesse prestazioni rispetto a beni e servizi di uso quotidiano.” Il Giudice decide con ordinanza di rigetto o di accoglimento che, in quest’ultimo caso, è immediatamente esecutiva e con cui può adottare ogni altro provvedimento per rimuovere gli effetti della discriminazione e, ancora, ordinare la pubblicazione della sentenza, per una sola volta e a spese del convenuto, su un quotidiano di tiratura nazionale.

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Tale legge ha un grande potenziale, ma viene scarsamente applicata per mancanza di conoscenza. Pertanto, il Servizio Legale Movidabilia, attraverso il team di professionisti creato nell’Associazione di promozione sociale Movidabilia ed operante in vari ambiti (legale, tecnico, fiscale), intende offrire alle persone con disabilità TUTTI gli strumenti per conoscere la normativa in materia e offrire i mezzi per combattere e rimuovere una qualsivoglia forma di discriminazione diretta e indiretta, tanto culturale e sociale quanto strutturale le cosiddette “barriere architettoniche”, che quotidianamente discrimina ed ostacola l’inclusione sociale della persona con disabilità (in ambito lavorativo, sociale, scolastico, ecc.), impedendone lo svolgimento di una vita normale… una vita “accessibile”.

Movidabilia a tal fine ha predisposto sul sito www.movidabilia.it, pagina del servizio legale, un form online in cui tutti gli utenti possono denunciare la discriminazione subìta, l’esistenza di barriere architettoniche nelle proprie città che di fatto sono fonte di discriminazione e, quindi, richiedere l’intervento degli Avvocati del Servizio Legale Movidabilia per una prima consulenza legale gratuita… combattendo contro tali realtà “inaccessibili”.

Tuttavia, Movidabilia intende raccogliere non solo le denunce sulla inaccessibilità, ma anche segnalare luoghi accessibili, dunque realtà positive. Infatti, lo stesso utente potrà denunciare l’esistenza di realtà comportamentali e strutturali “accessibili” esistenti nella propria città e che possano così fungere da buon esempio.

Movidabilia, attraverso la propria campagna nazionaleaccessibility is cool provvederà a pubblicizzare sul proprio sito e su tutti i social network in cui è presente Movidabilia tali realtà “accessibili”, creando, così, una mappa di tutti i luoghi accessibili.

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