29 maggio 2015

Di Sabrina Barbante 
Alcuni dicono che, se qualcuno ha un’intuizione o un desiderio, è praticamente certo che ce l’abbiano anche altre persone, solo che ancora non lo hanno detto o espresso. Per mancanza di coraggio o perché convinti che gli altri non lo avvertano.

Io un giorno ho pensato che le mie bambole non mi assomigliavano affatto. Erano bionde, erano donne, avevano un seno prosperoso e ciglia foltissime.
Ma credevo che fosse un pensiero solo mio. Poi, molti anni dopo, una signora della Tasmania, tale Sonia Singh si è accorta che le bambole con cui sua figlia giocava non le somigliavano (come accadeva a me… e forse anche a te che leggi).
Né come fattezze che nell’abbigliamento. Né nella forma delle labbra tanto meno delle sopracciglia.

Allora le ha trasformate, dalla faccia al vestiario. E da questo regalo a sua figlia è partito il progetto Tree Change Dolls, che diffonde in tutto il mondo bambole usate di consueto da  bambini e bambini, ma cambiando e adattando le loro fattezze a quelle di chi ne fa uso: i bambini.
La trovata è stato un successone! E il motivo è semplice: quando si avvisa che ciò che si considera ‘normale’ in realtà è solo ‘consueto’ e si stabilisce una cesura tra normalità e consuetudine, ecco che la realtà si può guardare con occhi diversi. E si può cambiare.

Toy like me (questo il nome del progetto) è diventato virale, e adesso anche altri utenti modificano, assieme ai propri figli, i giocattoli della grande distribuzione affinché questi somiglino simpaticamente agli utenti finali e non vi siano spinte emulative che vanno, come ‘di consueto’ è accaduto negli ultimi 50 anni, in senso opposto.

Anche la prima citata Sonia Siggh, ormai un simbolo del mondo del nuovo giocattolo, dopo aver ‘ringiovanito’ e addolcito le fattezze di una bambola dal look ‘aggressive’, le ha regalato un labbro leporino, che la rende ancora più dolce.

Non è una novità, eppure facciamo fatica a capirlo: la società sa andare molto più veloce del mercato. La scelta e l’iniziativa presa anche da pochissimi elementi o anche solo di un singolo individuo può cambiare la direzione delle mode e del mercato.
Decidiamo noi che cosa è cool e che cosa non lo è (più).

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