Il senso del treno, il senso della memoria.

Di Sabrina Barbante

Chi ci segue su instagram, twitter e facebook è già in parte al corrente dell’esperienza di Movidabilia a Cracovia, ospite dell’associazione Terra del Fuoco Mediterranea in occasione del loro “Treno della Memoria”.

Avremo tempo per scrivere qualcosa sull’accessibilità della città di Cracovia e sui nostri consigli per viaggiatori e viaggiatrici.

Oggi ci soffermiamo, invece, su un percorso difficilmente accessibile per chiunque… se non accompagnati (e non parliamo di disabilità fisica o sensoriale): i percorsi geografici ma soprattutto narrativi che da Cracovia, città bellissima, portano ad Auschwitz e Birkenau.
Perché il Treno della memoria parte da lontano e passa da qui.

binario innevato -

Prima dei campi, c’era la città-scrigno che racchiudeva momenti di racconto teatrale dell’ascesa del nazismo, nella geografia europea e nella mente di chi lo ha appoggiato. Nessuno sterminio nasce nel luogo dello sterminio e nessuna violenza nasce e muore nel posto in cui essa avviene. (performance a cura di Improvvisart).

Il racconto avveniva di notte, nelle strade della città, in angoli di transito, nel viavai illuminato di una Cracovia ancora in periodo natalizio (le decorazioni natalizie sono accese fino a Santa Maria delle Candele, 2 febbraio).

attori di improvvisart - quartiere ebraico di Cracovia

attori di improvvisart – quartiere ebraico di Cracovia –

 

Per non arrivare lì, nei campi dell’annientamento (innevati e freddi), e chiedersi “ma come è potuto succedere”, qualcuno ha cercato spiegare. Ecco, è accaduto anche così.

Eppure non è bastato. Né a chi scrive, che non sa decodificare la violenza e la sua narrazione, e per i ragazzi e ragazze partecipanti al treno, freschi dei loro libri di testo di storia.
Non è bastato perché una volta nella neve di Auschwitz e Birkenau, la domanda “ma come, ma perché?” è rimasta.
Le domande e il senso di smarrimento rimangono nonostante la formazione e nonostante il racconto di attori e attrici fermi per ore nella neve (perché quando il teatro è teatro vero, è anche azione politica e non ha bisogno di uno spazio convenzionale).
Le domande e il senso di sgomento rimangono, per fortuna.

Campo di concentramento di Auschwitz - dettaglio valige

Campo di concentramento di Auschwitz – dettaglio

Perché Movidabilia era ospite di un viaggio nei luoghi dell’orrore e della commemorazione delle vittime della Shoah?
Risposta facile: il Treno in questione aveva in particolare un focus legato alla disabilità.
Per essere più chiari con chi non consce l’articolato meccanismo formativo del Treno della Memoria, gli studenti guidati da Terra del Fuoco in questo percorso/viaggio interiore e fisico di formazione e ricordo, hanno lavorato prima della partenza attraverso dibattiti e laboratori anche sull’approfondimento del tema della disabilità, alla luce del fatto che non ha senso parlare di storia se non ci sono dei lucidi momenti di riflessione sull’attualità.

La risposta meno scontata al motivo della nostra presenza, lo abbiamo maturato in questi 4 giorni di contatto con ragazzi e ragazze molto giovani, con formatori e formatrici italiane e polacche: Perché il Treno della memoria parte da lontano e non è certo qui che si ferma.

Il treno passa, come hanno ribadito più volte gli educatori di Terra del fuoco Mediterranea, dalla scelta individuale di distaccarsi dalla “zona grigia”, quella che non prende posizione su quanto accade, quella che non aveva un posto nell’inferno di Dante ma ha un posto su questa terra. E a volte è determinante.
Il treno passa dalla consapevolezza che non c’è niente che non ci riguardi in prima persona e niente sarà mai abbastanza lontano.

Per quanto concerne chi scrive, il rapporto con la violenza non era una settimana fa e non è adesso qualcosa di risolto. Continuo a non riuscire a decodificarla.

Ma un modo per togliere violenza alla violenza, è tenere memoria dei fatti.
Un altro ancora è trattenere il ricordo delle vittime.
“Io ti ricordo”, è la frase che al momento della commemorazione a Birkenau ogni studente ha affiancato al nome di una vittima dei campi.

dettaglio cerimonia di commemorazione delle vittime dei campi di sterminio

dettaglio cerimonia di commemorazione delle vittime dei campi di sterminio. Nomi e cognomi di esseri umani, una candela, un “io ti ricordo”

Treno era orrore. Treno è speranza.

A proposito di speranza, quella è una cosa che parte dall’intimo e solo dopo diventa esperienza collettiva. Quindi torniamo a chi scrive.
Mai avrei pensato di piangere “più forte” per la bellezza delle riflessioni e delle parole di restituzione dei ragazzi del Treno.

Credevo di essere trafitta dalla violenza, come sempre.
Invece lo sono stata da quel mondo migliore che già c’è e che era lì.

Ripeto quanto detto, come Sabrina e come Movidabilia, nella plenaria di restituzione conclusiva.

Ribadiamo il plauso e l’augurio ai ragazzi e ragazze che ho sentito parlare, a volte cantare e che, in diversi momenti del viaggio, ho “sentito tacere”.

Non siete zona grigia. Non siatelo mai.

Siate sempre rompi palle, abbattete muri e stereotipi ogni giorno, perché già lo fate ma molti “grandi” cercheranno sempre di dirvi che non lo fate bene, non lo fate abbastanza. Forse cercheranno di dirvi che non siete abbastanza.
In tal caso, siate sordi.
Cercheranno di farvi vedere i vostri limiti.
In tal caso siate ciechi.
Siete migliori di come vi si dipinge e persino di quanto voi stessi non vediate.

Siatelo e dimostratecelo sempre.
Siatelo e dimostratevelo sempre.

 

 

 

 

Viaggio a Londra, sempre bellissima. Quanto è anche accessibile?

di Domenico De Santis
Se Parigi può essere paragonata a una scarpa stretta a tacco dodici, Londra è una vecchia pantofola comoda per la vita che offre. Ci siamo ritrovati nella capitale britannica spinti dalla convenienza economica del nostro viaggio e dalla curiosità di capire e conoscere questa capitale metropolita per eccellenza.

“Quanto sarà accessibile Londra?”

Questa è la prima domanda che ci siamo posti una volta arrivati all’aeroporto di Stansted. La cura all’accessibilità, una volta superato l’interminabile controllo dei documenti, non ha deluso le nostre aspettative. Abbiamo preso la navetta accessibile Airbus Express che collega Stansted con Victoria, il nostro hotel era in questa zona molto centrale.

Piccola curiosità, tutti i bus delle compagnie Airbus Express e National Express sono accessibili a persone con disabilità motoria. 

bus londra e big ban nel pomeriggio

Bus a Londra vicino al Tower Clock e Parlamento

Una volta arrivati in albergo, abbiamo lasciato i nostri bagagli e siamo andati alla scoperta del centro città. Non è stato difficile arrivare al bellissimo palazzo di Buckingam Palace. Insieme al palazzo ci siamo immersi nel verde dei colorati Green Park e Saint James Park.

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel notare che quasi tutti i marciapiedi della zona di Westminster, fossero dotati di rampe e ogni incrocio, di semaforo e segnalatore acustico per non vedenti.  Dopo aver consumato qualcosa al volo, abbiamo superato il Saint James Park e ci siamo ritrovati nella Londra gotica dell’ House of Parlament, del Big Ben e della Westmister Abbacy dove all’interno vi è una visita dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Nel tardo pomeriggio abbiamo visitato Trafalgar Square e il National Gallery Museum  dove è presente un’ entrata apposita per persone con disabilità motoria, ascensori, percorsi museali con sottotitolazione  e lingua dei segni e didascalie delle opere in braille.

sostieni l’accessibilità:
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Usciti dal museo, ci siamo diretti nella bellissima Piccadilly Circus e nella vita notturna di Soho. Questo quartiere di solo due sillabe, difficile da pronunciare per un italiano, negli anni 70 era la zona del divertimento e del sesso, droga e rock ‘n’ roll. Oggi Soho è pieno di giovani e movida, classici pub inglesi, jazz club, bar e night di tutti i tipi e di tutti i generi.

Su Gerrard Street, ad esempio, il jazz club di Ronnie Scott ha visto l’ultima esibizione live di Jimi Hendrix nel settembre del ’70. Purtroppo molti dei locali non sono accessibili ma, chiedendo informazioni vi sapranno indicare un buon pub accessibile e  a buon prezzo per passare la serata. Il secondo giorno abbiamo familiarizzato con la famosa Underground di Londra.

mappa metro londra

mappa metro londra

 

La metro di Londra è un vero e proprio “polipo sotterraneo” che con i suoi tentacoli collega tutta la città. Non tutte le stazioni della metro sono accessibili. Vi consigliamo quindi di informarvi o comunque di guardare la mappa della metropolitana.

tower bridge dal tamigi by night

tower bridge dal tamigi by night

Noi siamo scesi a Great Portland Street e ci siamo ritrovati nel famoso quartiere di Sherlock Holmes e al museo delle cere di Madame Tussauds. Un consiglio, prenotate prima se non volete fare file interminabili! Dopo aver visitato le cere più famose del mondo, abbiamo fatto una visita nel quartiere di Camden Town.

Il quartiere è conosciuto per il famoso mercato che si tiene in Camden Lock che si estende dal suggestivo  Regent’s Canal fino allo Stables Market, centinaia di stand allestiti all’interno di quelle che una volta erano le stalle dei cavalli della Regina. Un percorso incantevole tra vintage, artigianato, vestiti, borse, gioielli, stampe e vinili, un vero paradiso per chi cerca oggetti originali. All’interno vi è anche il multietnico Food market con tanti prodotti tipici di ogni nazionalità.

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Camden Town

Il terzo giorno abbiamo preso la metro alla volta di Tower Hill per visitare il famoso Tower Bridge e la torre di Londra.

Il panorama sul Tamigi è molto suggestivo e il ponte collega la vecchia Londra alla Londra del business costituita dai palazzi a vetro, come quello di Renzo Piano.  Non manca il battello per avere una prospettiva di Londra più completa. Il battello è accessibile a persone con disabilità motoria. Il nostro tour londinese si è concluso con gli ultimi rintocchi del Big Ben  e tanta voglia di rivedere questa città, non proprio economica, ma con tradizioni vere e inventate e numerosi controsensi. Una città che è stata distrutta e ricostruita più volte ma, che sempre risorge proprio come è scritto all’entrata della basilica di Saint Paul: “Risurgit”

strada di Londra, vista notturna bukingam palace

Vista notturna St. Paul

Viaggio a Verona.

Di Domenico De Santis

Siccome per San Valentino non volevamo stare lontani dagli stereotipi dell’ amore commerciale dalle frasi fatte dei famosi cioccolatini perugini, abbiamo deciso di passare 2 giorni nella città dell’ amore resa celebre dal dramma Shakespeariano: Verona.

Siamo arrivati nella città attraverso i mezzi pubblici, il treno prima e la linea dei trasporti cittadini successivamente.

La stazione Verona Porta Nuova mostra già le sue criticità.

Pur essendo dotata di percorso tattilo plantare e montacarichi per ogni binario, l’assistenza non è molto efficiente. Siamo rimasti invece, piacevolmente soddisfatti della linea dei trasporti cittadina ATV. Alcune linee sono dotate di pianale di accesso ribassato.
Tali autobus sono inoltre attrezzati con una speciale pedana estraibile per la salita a bordo delle carrozzelle e completi di sistemi di ancoraggio e di pulsantiera di prenotazione fermata e di richiesta soccorso.

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Le linee accessibili sono indicate sul sito (www.atv.verona.it).

Arrivati nel centro storico si è subito attratti dalla maestosità dell’ arena. Le visite guidate sono sempre piene ma è possibile prenotare visite guidate con interprete LIS. Dall’ arena si snodano una serie di stradine che portano alle bellissime piazze Brà e Delle Erbe. Già centro delle attività sociali ed economiche in epoca romana, Piazza delle Erbe è una delle più belle e affascinanti piazze di Verona. Nella piazza spicca la torre dei Lamberti (84 metri) visitabile attraverso ascensore. Vicino alla piazza c’è la famosa casa di Giulietta.

Entrando nel palazzo della famiglia Cappelletti (reale cognome dei Capuleti Shakespeariani) si viene investiti da un tripudio di scritte, dedide e cuori. Qui si può toccare la famosa “tetta di Giulietta” sulla statua bronzea che la raffigura.

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Ci si può affacciare anche dal fatidico balcone ma, ahimè, nell’ epoca medievale non si pensava certo all’ accessibilità. Passando dal romantico ponte di pietra, in serata abbiamo gustato un buon bicchiere di vino rosso e un gustoso mix di taglieri di salumi e formaggi. Le vinerie accessibili a Verona non mancano e sono anche fighe.

Leggi anche del nostro viaggio nella Torino Accessibile

La mattina seguente la nostra visita si è conclusa con la basilica di San Zeno, meraviglia del romanico in Italia. Con nostra piacevole sorpresa, la chiesa è parzialmente accessibile alle carrozzine grazie alla presenza di rampe e pedane. La visita veronese è stata piacevole e affascinante. La città si dimostra molto ospitale anche se tanto c’è da fare in termini di accessibilità.

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A febbraio gli eventi sull’ amore sono tantissimi e la città è addobbata di cuori rossi e souvenir di Romeo e Giulietta per accontentare le coppie più esigenti. Per tutti coloro che vogliono un tour romantico, in questo periodo, Verona è l’ ideale. Attenti solo a non fare la fine della coppia del dramma Shakespeariano. PS. Non vorrei distruggere i vostri ideali romantici ma Giulietta e Romeo non si sono mai amati anche perché non sono mai esistiti. Ma questa è un’ altra storia.

Torino magica e mutevole, accessibile e cool.

Breve viaggio di Domenico De Santis, Presidente di Movidabilia Aps, nella Torino della cultura e dell’accessibilità. 

De Chirico diceva di Torino:
Torino è la città più profonda, più enigmatica, più inquietante, non d’Italia ma del mondo”.

Una frase importante, per una città che non ha deluso le nostre aspettative.  Siamo stati alcuni giorni nella città sabauda. Ma partiamo dall’inizio.

Appena scesi dall’aereo l’aria si fa notare per noi che al sud siamo abituati a temperature più miti. Si respira l’aria di un autunno pieno di tutti i suoi colori.

Sì, perché quello che stupisce di più è che una città del nord, sia colorata, piena di verde e a misura d’uomo. Lontana dallo stereotipo di una città grigia e umida come la cugina Milano, Torino è stata per noi una bella scoperta. La città si mostra nella sua eleganza con tutti i suoi grandi viali come Via Garibaldi (la via pedonale più grande d’Italia) che dalla esoterica Piazza Statuto collega la centralissima Piazza Castello, oppure gli ampi portici di Via Po’ dove è possibile trovare tanti negozi a prezzi interessanti. Per la vita notturna l’ideale è spostarsi nelle viuzze della zona quadrilatero romano. Il quartiere centrale di Torino, ha assunto un ruolo ormai predonimante sulla scena cittadina, diventando uno degli epicentri assoluti della movida torinese.

Numerosi sono i locali presenti, pub, pizzerie e piole, le famose trattorie torinesi, dove cenare con piatti tipici e bere qualcosa fino a tarda notte.

Interno di una delle gallerie del Museo Egizio di Torino - statua divinità egizia

Interno di una delle gallerie del Museo Egizio di Torino – statua divinità egizia

La nostra visita si è incentrata sulla Torino culturale che tanto ha da offrire in termini di proposte, offerte e luoghi di interesse. Partiamo con il più famoso museo di Torino, quello Egizio. Fondato nel 1824 il museo è secondo solo a quello del Cairo per valore dei propri reperti.

Negli anni questo museo è stato ammodernato utilizzando guide interattive e dotandolo di ausili per l’accessibilità.

Il museo è infatti accessibile per le persone con disabilità motoria e sensoriale grazie alla presenza di interpreti LIS e audio guide per gli ipovedenti.

Ma passiamo a un altro bellissimo museo, quello del cinema, proprio sotto la mole Antonelliana. Il museo ospita macchine ottiche pre-cinematografiche (lanterne magiche), attrezzature cinematografiche antiche e moderne, pezzi provenienti dai set dei primi film italiani ed altri cimeli nazionali e internazionali. Durante il percorso la nostra attenzione si è rivolta ad alcune sale del museo dove i pannelli informativi erano completamente in Braille e alcune opere erano stampate in 3d per un percorso museale tattile.

Museo Egizio accessibile - interno e utenza disabile motoria

Museo Egizio accessibile – interno e utenza disabile motoria

Ci siamo spostati poi, vicino alla mole, in una delle sedi dell’Università di Torino, Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’ateneo piemontese. Sotto inchiesta per la presenza di amianto e successivamente messo in sicurezza, l’edificio è provvisto di rampe e montacarichi per l’accessibilità delle persone con disabilità motoria. Per muoverci abbiamo utilizzato i servizi di trasporto pubblici che coprono perfettamente ogni punto della città e del suo interland. Tutto molto funzionale e operativo ma, veniamo ai punti critici.

Non tutte le fermate della metropolitana hanno ascensori con pulsantiera dedicata funzionanti, e non tutte le linee di pulman e tranviarie sono accessibili. Ovviamente per avere informazioni o aggiornamenti in merito all’accessibilità dei trasporti pubblici torinesi potete consultare il sito dell’azienda GTT.

 

Che altro dire? Torino ci ha dato l’impressione di una città mutevole che trasforma il proprio volto prettamente industriale, in città culturale e cosmopolita. Le cose da fare in campo di accessibilità sono tante ma siamo, senza dubbio, sulla buona strada.

Ritorneremo presto a trovare di nuovo Torino e la sua magia.

 

Mercatini di Natale 'cool'

Articolo di Sabrina Barbante, travel blogger – www.sabrinabarbante.com 

Secondo alcuni è ancora presto per parlarne, secondo altri non è mai troppo presto per cercare i migliori mercatini di Natale in Italia e in Europa e per iniziare a ‘farci un pensierino’. La verità è che i migliori e più ricercati mercatini natalizi iniziano a metà novembre anche per accontentare i tantissimi appassionati e appassionate che iniziano a prenotare voli e hotel ben prima dell’autunno.

Nella costellazione di villaggi di Babbo Natale a varie latitudini, ce ne sono alcuni davvero ‘cool’, perché oltre ad essere belli e di grande atmosfera, sono anche in luoghi in cui l’accessibilità la fa da padrona.

Vediamo insieme alcuni mercatini di Natale da non perdere nel 2015.

I Gazebo e le luci dei mercatini di Natale di Bolzano dall'alto

I Gazebo e le luci dei mercatini di Natale di Bolzano dall’alto

Partiamo dal Nord Italia, per la precisione dal Trentino Alto Adige, che in fatto di mercatini e ‘roba molto invernale’ ha davvero molto da raccontare. Al mercatino di Merano (27 novembre 2015 – 6 gennaio 2016), che per quanto proverbialmente bello e ricco è anche molto affollato con conseguenti possibili disagi per diversi tipi di disabilità, preferibile quello di Bolzano (stesse date di Merano, 26/11-6/1 secondo questo calendario).
Diverse strutture convenzionate con il Mercatino effettuano pacchetti con pernotto, cene e serate gourmet con diverse combinazioni di prezzo.
Le atmosfere sono imperdibili, il cibo trentino è ghiotto e i servizi (compreso quello di disgelo delle strade, che non è banale) sono all’altezza di una città mittel-europea.
Tutte le info utili sul sito www.mercatinodinatalebz.it

mercatino di Valkenburg

mercatino di Valkenburg

Spostandoci all’estero troviamo uno dei più originali mercatini, perché situato nelle grotte ai piedi del Cauberg, montagna di fama mondiale, e si dipana per decine di km nel cuore della montagna stessa. Poco adatto a chi soffre di claustrofobia, è invece adatto a tutti gli altri compresi portatori e portatrici di disabilità motorie e sensoriali. Si tratta del mercatino di Valkenburg, in Olanda. Tutto il percorso è dotato di regolari passerelle per sedie a rotelle e percorsi laterali che accompagnano attraverso la lunga strada di odori di cannella e chiodi di garofano dei dolci tradizionali e le varianti locali del vin brulé. Il biglietto di ingresso costa 5 euro e i cancelli restano aperti dalle 10 alle 19, fino alle 21 nel fine settimana e fino alle 18 il 23 dicembre.
Per soggiornare, è bene prenotare al più presto perché l’over booking è già dietro l’angolo! L’Holte Parkzicht  è fra e strutture dotate di servizi e camere per disabili motori e spazi facilmente fruibili da tutte e tutti ed ha la carta in più di essere vicinissimo al centro del paese.
Disponibili servizi navetta per il mercatino.

dettaglio casetta in legno, mercatino provenzale

dettaglio casetta in legno, mercatino provenzale

Non solo le alte e fredde montagne e le aree ‘del Nord’ accolgono al meglio l’atmosfera del Natale. Anche le zone più temperate possono nascondere bellissime sorprese, come la  Provenza che propone diverse mete di interesse per gli amanti delle casette in legno con regali e bevande calde. Aix-en-provence è tra novembre e dicembre un tripudio di fiere e mercatini dell’artigianato, fiere enogastronomiche con tutti i prodotti locali, percorsi in cui all’odore di cannella si sostituisce quello della lavanda, tipica pianta locale, ma dando lo stesso senso di festa e allegria. (Scopri di più) 
Cannes invece propone lungo l’Allée de la Liberté circa 60 chalet in legno, bassi e facili da visitare e godere a pieno. Il sistema di trasporti urbano locale è ottimo e a prova di ogni forma di disabilità motoria. Per il soggiorno, a Cannes esiste una rete di case vacanze pensate apposta per essere accessibili in tutto e per tutto; si tratta di confortevoli case a schiera e a piano terra.

Hai visto altri mercatini davvero ‘cool’? Segnalaceli!

 

 

Accessibilità ad Est: Serbia, Ungheria, Bulgaria

Articolo e foto di Sabrina Barbante, travel blogger – www.sabrinabarbante.com 

I paesi dell’Europa dell’Est sono realtà interessanti da visitare, e possono dare molto se ci si lascia alle spalle un po’ di aspettative nate dai viaggi nelle capitali dell’ovest.

Spieghiamo meglio: quando si organizza un viaggio a Budapest, a Sofia, a Belgrado, bisogna lasciarsi alle spalle l’immaginario delle capitali come Parigi, Berlino, Londra, Roma. Semplicemente perché il percorso evolutivo della storia di queste aree e di queste città è stato diverso soprattutto (ma non solo) nella storia recente, e questo ha influito sull’urbanistica, sull’architettura, sulla società.

Se si visita l’Europa dell’Est bisogna lasciarsi l’Ovest alle spalle. Questo non vale sono nel valutare la bellezza del luogo ma anche l’approccio all’accessibilità e a ciò che si intende con essa.

Sofia, ponte dei leoni. Foto di Sabrina Barbante

Sofia, ponte dei leoni. Foto di Sabrina Barbante

Ad esempio, chi passa da Sofia noterà da un lato che c’è una concentrazione altissima di persone affette da problemi motori e posturali che ne rendono difficili i movimenti (soprattutto nelle aree più periferiche e più povere) probabilmente a causa di una tendenza a non curare dei piccoli disturbi poi degenerati un quasi un’intera generazione operaia.
Nonostante ciò, le strade delle periferie sono ancora molto dissestate. E per periferia si intende anche le parallele dei grandi boulevard centrali, invece impeccabili per rampe, strada, semafori con segnali sonori per ipovedenti.

Quindi se si visita Sofia essendo portatori di disabilità motorie, si avranno pochi problemi a muoversi nelle bellissime vie principali ma bisogna stare attenti a far sì che il proprio hotel si affacci su queste ultime e non sulle parallele del centro.

Un discorso simile vale per Belgrado, il cui centro storico è oltre che molto bello e piccolo, anche molto regolare. Sempre nel centro di Belgrado c’è un parco molto suggestivo per vita sociale oltre che per bellezza, chiamato Kalemegdan, caratterizzato da percorsi, viste panoramiche tanto accessibili da essere punto di ritrovo di giovanissimi e anziani, con disabilità e non.
Poi, se ci si sposta un po’ fuori dal tracciato del centro chiuso al traffico, ci si imbatte in una città che, è bene ricordarlo, sino a pochi anni fa ha subito dei bombardamenti ed è difficilmente catalogabile sia come ‘bella’ che come accessibile.

Kalemegdan, Belgrado. Anziani che giocano a scacchi - foto di Sabrina Barbante

Kalemegdan, Belgrado. Anziani che giocano a scacchi – foto di Sabrina Barbante

Kalemegdan, Belgrado. Foto di Sabrina Barbante

Kalemegdan, Belgrado. Foto di Sabrina Barbante

Attenzione va fatta anche nella bellissima e crepuscolare Budapest: strade centrali con pochi problemi (anche se non ricordo molti percorsi tattilo-plantari) ma non appena fuori dalle piazze e dai percorsi più centrali, iniziano diversi problemi e intoppi per il manto stradale e la condizione dei marciapiedi. Non solo: è importante fare attenzione alle condizioni degli stabili in cui si sceglie di soggiornare. Per quanto le strutture siano all’interno impeccabili, esse sono spesso collocate in stabili antichi, se non del tutto abbandonati sul piano manutentivo quanto meno trascurate in termini di rampe e ascensori.

Budapest, monumento all'Olocausto - foto di Sabrina Barbante

Budapest, monumento all’Olocausto – foto di Sabrina Barbante

 

Eppure…
eppure si resta stupiti dall’assenza di auto parcheggiate sugli scivoli a Budapest e Sofia e di quest’ultima lascia letteralmente stupefatta la pulizia delle strade e dei marciapiedi in cui le foglie secche sono spazzate più volte al giorno, come eventuali carte o qualunque cosa possa essere scivolosa o di disturbo. Sempre a Sofia è possibile notare che tutti i ristoranti della moderna via Vitosha siano per lo più a piano terra e con piccole rampe all’ingresso.

E qui torniamo al punto iniziale: anche quando si parla di attitudine locale all’accessibilità bisogna lasciarsi alle spalle la visione dell’Ovest: non sempre le aree non accessibili sono legate tanto alla scarsa sensibilità locale quanto ai decorsi storici vissuti e per molti aspetti subiti da un territorio. Sofia oggi non è quella città insicura e per alcuni aspetti squallida di dieci anni fa (anzi, è un posto sicuro e pulito). Tra qualche anno nei lavori di rifacimento dei percorsi cittadini potrà dimostrare la sua attenzione alle difficoltà motorie e sensoriali e sarà ancora una sorpresa.

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