3 posti 'cool' per sciare e approfittare dell'ondata di gelo.

Di Sabrina Barbante

Neve, freddo, gelo…
Catastrofe secondo alcuni, semplice inverno per altri. E dove c’è freddo e neve c’è divertimento, soprattutto per chi ama sciare e pratica sport e attività invernali.

Allora parliamo di alcuni impianti sciistici cool, quindi per forza di cose anche accessibili

Partiamo dalla Lombardia e da Bormio, un resort accessibile e attrezzato a livello di impianti per chi vuole sciare, di parcheggi e di strutture ricettive e di ristorazione. I parcheggi riservati ai disabili si trovano al coperto ed è possibile raggiungere il piano d’imbarco della cabinovia direttamente in ascensore.
Dall’architettonica degli impianti alla formazione del personale, tutta la struttura è stata ideata per consentire a tutti di svolgere al meglio le attività più belle da fare sulla neve (sciare, bere bombardino, mangiar bene, godersi il paesaggio).
Non è solo una questione di riduzioni sui costi di skipass (sino al 30% per disabilità sino al 50%), ma di modalità con cui una struttura è stata concepita.
Per altro… è davvero bella e accogliente e questo la rende un posto particolarmente adatto ad un selfie con una delle magliette per il selfie perfetto della linea Accessibility is cool.
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Questa eccellenza non è una novità per la Lombardia, che assieme alle altre zone del Triveneto vive lo sci come un rito sociale, ed è da sempre in prima linea nelle buone pratiche di accessibilità degli impianti, come dimostra il breve documentario che vi proponiamo

Più recente ma di pregio è il progetto realizzato negli impianti di Roccaraso e  Rivisondoli (Abruzzo), che grazie a un sistema di nastri trasportatori, ascensori e scale mobili che consente ai portatori di disabilità motorie di raggiungere autonomamente tutti i servizi del comprensorio sciistico più importante del Centro Sud.
Il progetto è stato realizzato grazie al supporto e alla consulenza tecnica dell’associazione sci handicap d’Abruzzo, che ha aiutato ad investire su un mercato che ha grandi potenzialità.

Tra gli impianti della Val di Fiemme, vera istituzione in materia di sci, solo uno è attrezzato e agibile per tutti (incredibile ma a quanto pare è così) e si tratta dell’impianto Bellamonte – Alpe Lusia; anche in questo caso, la presenza di un’associazione attiva sul territorio e di persone con disabilità motoria che amano sciare è stata importante, nella fattispecie, l’associazione Sportabili di Predazzo (www.sportabili.org).

In Italia ci sono dai sei ai sette milioni di persone disabili che possono incrementare i flussi del turismo sportivo sulla neve, portando benefici economici e un indotto considerevole.
Nel guadagnarsi una fetta di questo mercato, le regioni del Sud sono un po’ indietro, forse per via di un interesse più recente verso lo sport sciistico.
Speriamo si mettano ben presto al pari e sappiano diventare cool anche sulla neve!

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Dalla neve al cielo, 3 attività per gente tosta, come i disabili motori.

di Sabrina Barbante
Il rugby non è uno sport per le educande.
Lo sci è tra gli sport più stancanti in assoluto.
Il volo non è un gioco adatto a tutti.

thPer questi motivi e poi anche per molti altri, gli sport estremi sono particolarmente adatti ai portatori di disabilità motorie, anche gravi.
Chi deve lottare ogni giorno con l’incuria e le barriere architettoniche, chi deve trasportare sui bicipiti il peso del corpo e quello di una carrozzina, chi sa che in situazioni di pericolo deve salvarsi senza poter correre e soprattutto chi deve convincere tutti che si può vivere senza essere commiserati anche se disabili, è gente tosta, abituata a vivere fuori dagli schemi e a doverne creare di propri.

Per questo, diverse associazioni sportive e di promozione sociale di tutto il mondo hanno creato strutture e occasioni per dare spazio agli ‘sport estremi’ ai disabili, particolarmente abituati nella loro quotidianità al concetto stesso di estremo.

Di questo era convinta Cip e la Federazione italiana sport paraolimpici e sperimentali (Fispes), quando nel 2011 ha creato la prima squadra italiana di rugby per disabili, specificando che l’apertura era solo per portatori di disabilità gravi. D’altronde l’obiettivo finale è quello dei Giochi di Rio de Janeiro 2016, quindi i duri che devon giocare devono essere i più duri tra i duri.
Vindicio_Vescovi_gDal 2010 ad oggi sono partiti allenamenti, stage e raduni mensili. Già nel febbraio 2013, gli azzurri sono entrati nella ranking list mondiale con un terzo posto al torneo di Dublino.

Il rugby in carrozzina è per altro una via di mezzo tra basket, la pallamano e l’hockey su ghiaccio (altre tipologie di sport molto fisiche). Si gioca al chiuso, sul parquet di un campo da pallacanestro, quattro contro quattro con gli atleti su carrozzine a spinta manuale: squadre miste, uomini e donne giocano assieme.Quattro tempi, ogni meta è un punto. Regole stringenti: non è ammesso nessun contatto fisico diretto fra gli atleti, ma tutto è concesso alle loro carrozzine, e così blocchi, speronamenti, scontri e ribaltamenti fanno parte integrante dello spettacolo di questa disciplina.

Passando allo sci, testimonial della promozione di questo sport tra i paraplegici c’è Alex Zanardi, che insieme ad un gruppo di 25 esperti educatori e sportivi del progetto SciAbile,  in collaborazione con la Scuola di Sci di Sauze d’Oulx, paese della Val di Susa, finora ha fatto vivere l’ebbrezza della discesa sulle piste innevate a oltre 500 allievi diversamente abili. Con ottimi risultati.

Parlando di testimonial illustri, l’astronauta Samantha Cristoforetti che da ieri è in orbita con la missione Futura dell’Asi (Agenzia spaziale italiana), porta con sé nello spazio la bandiera di WeFly! Team, unica al mondo composta da piloti paraplegici che volano su aerei ultraleggeri con comandi modificati.

Volare non è solo sinonimo di libertà: richiede impegno, responsabilità, capacità di controllo emotivo- Capacità che, anche per i motivi sopra elencati, molti disabili hanno e possono insegnare.

Il prossimo salto potrebbe essere nello spazio. Nell’attesa, liberiamoci dalle barriere architettoniche e mentali qui sulla terra. Sempre se siamo abbastanza ‘tosti’ per farlo.

 

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