Viaggio a Londra, sempre bellissima. Quanto è anche accessibile?

di Domenico De Santis
Se Parigi può essere paragonata a una scarpa stretta a tacco dodici, Londra è una vecchia pantofola comoda per la vita che offre. Ci siamo ritrovati nella capitale britannica spinti dalla convenienza economica del nostro viaggio e dalla curiosità di capire e conoscere questa capitale metropolita per eccellenza.

“Quanto sarà accessibile Londra?”

Questa è la prima domanda che ci siamo posti una volta arrivati all’aeroporto di Stansted. La cura all’accessibilità, una volta superato l’interminabile controllo dei documenti, non ha deluso le nostre aspettative. Abbiamo preso la navetta accessibile Airbus Express che collega Stansted con Victoria, il nostro hotel era in questa zona molto centrale.

Piccola curiosità, tutti i bus delle compagnie Airbus Express e National Express sono accessibili a persone con disabilità motoria. 

bus londra e big ban nel pomeriggio

Bus a Londra vicino al Tower Clock e Parlamento

Una volta arrivati in albergo, abbiamo lasciato i nostri bagagli e siamo andati alla scoperta del centro città. Non è stato difficile arrivare al bellissimo palazzo di Buckingam Palace. Insieme al palazzo ci siamo immersi nel verde dei colorati Green Park e Saint James Park.

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel notare che quasi tutti i marciapiedi della zona di Westminster, fossero dotati di rampe e ogni incrocio, di semaforo e segnalatore acustico per non vedenti.  Dopo aver consumato qualcosa al volo, abbiamo superato il Saint James Park e ci siamo ritrovati nella Londra gotica dell’ House of Parlament, del Big Ben e della Westmister Abbacy dove all’interno vi è una visita dedicata alle persone con disabilità uditiva.

Nel tardo pomeriggio abbiamo visitato Trafalgar Square e il National Gallery Museum  dove è presente un’ entrata apposita per persone con disabilità motoria, ascensori, percorsi museali con sottotitolazione  e lingua dei segni e didascalie delle opere in braille.

sostieni l’accessibilità:
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Usciti dal museo, ci siamo diretti nella bellissima Piccadilly Circus e nella vita notturna di Soho. Questo quartiere di solo due sillabe, difficile da pronunciare per un italiano, negli anni 70 era la zona del divertimento e del sesso, droga e rock ‘n’ roll. Oggi Soho è pieno di giovani e movida, classici pub inglesi, jazz club, bar e night di tutti i tipi e di tutti i generi.

Su Gerrard Street, ad esempio, il jazz club di Ronnie Scott ha visto l’ultima esibizione live di Jimi Hendrix nel settembre del ’70. Purtroppo molti dei locali non sono accessibili ma, chiedendo informazioni vi sapranno indicare un buon pub accessibile e  a buon prezzo per passare la serata. Il secondo giorno abbiamo familiarizzato con la famosa Underground di Londra.

mappa metro londra

mappa metro londra

 

La metro di Londra è un vero e proprio “polipo sotterraneo” che con i suoi tentacoli collega tutta la città. Non tutte le stazioni della metro sono accessibili. Vi consigliamo quindi di informarvi o comunque di guardare la mappa della metropolitana.

tower bridge dal tamigi by night

tower bridge dal tamigi by night

Noi siamo scesi a Great Portland Street e ci siamo ritrovati nel famoso quartiere di Sherlock Holmes e al museo delle cere di Madame Tussauds. Un consiglio, prenotate prima se non volete fare file interminabili! Dopo aver visitato le cere più famose del mondo, abbiamo fatto una visita nel quartiere di Camden Town.

Il quartiere è conosciuto per il famoso mercato che si tiene in Camden Lock che si estende dal suggestivo  Regent’s Canal fino allo Stables Market, centinaia di stand allestiti all’interno di quelle che una volta erano le stalle dei cavalli della Regina. Un percorso incantevole tra vintage, artigianato, vestiti, borse, gioielli, stampe e vinili, un vero paradiso per chi cerca oggetti originali. All’interno vi è anche il multietnico Food market con tanti prodotti tipici di ogni nazionalità.

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Camden Town

Il terzo giorno abbiamo preso la metro alla volta di Tower Hill per visitare il famoso Tower Bridge e la torre di Londra.

Il panorama sul Tamigi è molto suggestivo e il ponte collega la vecchia Londra alla Londra del business costituita dai palazzi a vetro, come quello di Renzo Piano.  Non manca il battello per avere una prospettiva di Londra più completa. Il battello è accessibile a persone con disabilità motoria. Il nostro tour londinese si è concluso con gli ultimi rintocchi del Big Ben  e tanta voglia di rivedere questa città, non proprio economica, ma con tradizioni vere e inventate e numerosi controsensi. Una città che è stata distrutta e ricostruita più volte ma, che sempre risorge proprio come è scritto all’entrata della basilica di Saint Paul: “Risurgit”

strada di Londra, vista notturna bukingam palace

Vista notturna St. Paul

Viaggio a Verona.

Di Domenico De Santis

Siccome per San Valentino non volevamo stare lontani dagli stereotipi dell’ amore commerciale dalle frasi fatte dei famosi cioccolatini perugini, abbiamo deciso di passare 2 giorni nella città dell’ amore resa celebre dal dramma Shakespeariano: Verona.

Siamo arrivati nella città attraverso i mezzi pubblici, il treno prima e la linea dei trasporti cittadini successivamente.

La stazione Verona Porta Nuova mostra già le sue criticità.

Pur essendo dotata di percorso tattilo plantare e montacarichi per ogni binario, l’assistenza non è molto efficiente. Siamo rimasti invece, piacevolmente soddisfatti della linea dei trasporti cittadina ATV. Alcune linee sono dotate di pianale di accesso ribassato.
Tali autobus sono inoltre attrezzati con una speciale pedana estraibile per la salita a bordo delle carrozzelle e completi di sistemi di ancoraggio e di pulsantiera di prenotazione fermata e di richiesta soccorso.

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Le linee accessibili sono indicate sul sito (www.atv.verona.it).

Arrivati nel centro storico si è subito attratti dalla maestosità dell’ arena. Le visite guidate sono sempre piene ma è possibile prenotare visite guidate con interprete LIS. Dall’ arena si snodano una serie di stradine che portano alle bellissime piazze Brà e Delle Erbe. Già centro delle attività sociali ed economiche in epoca romana, Piazza delle Erbe è una delle più belle e affascinanti piazze di Verona. Nella piazza spicca la torre dei Lamberti (84 metri) visitabile attraverso ascensore. Vicino alla piazza c’è la famosa casa di Giulietta.

Entrando nel palazzo della famiglia Cappelletti (reale cognome dei Capuleti Shakespeariani) si viene investiti da un tripudio di scritte, dedide e cuori. Qui si può toccare la famosa “tetta di Giulietta” sulla statua bronzea che la raffigura.

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Ci si può affacciare anche dal fatidico balcone ma, ahimè, nell’ epoca medievale non si pensava certo all’ accessibilità. Passando dal romantico ponte di pietra, in serata abbiamo gustato un buon bicchiere di vino rosso e un gustoso mix di taglieri di salumi e formaggi. Le vinerie accessibili a Verona non mancano e sono anche fighe.

Leggi anche del nostro viaggio nella Torino Accessibile

La mattina seguente la nostra visita si è conclusa con la basilica di San Zeno, meraviglia del romanico in Italia. Con nostra piacevole sorpresa, la chiesa è parzialmente accessibile alle carrozzine grazie alla presenza di rampe e pedane. La visita veronese è stata piacevole e affascinante. La città si dimostra molto ospitale anche se tanto c’è da fare in termini di accessibilità.

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A febbraio gli eventi sull’ amore sono tantissimi e la città è addobbata di cuori rossi e souvenir di Romeo e Giulietta per accontentare le coppie più esigenti. Per tutti coloro che vogliono un tour romantico, in questo periodo, Verona è l’ ideale. Attenti solo a non fare la fine della coppia del dramma Shakespeariano. PS. Non vorrei distruggere i vostri ideali romantici ma Giulietta e Romeo non si sono mai amati anche perché non sono mai esistiti. Ma questa è un’ altra storia.

Accessibilità ad Est: Serbia, Ungheria, Bulgaria

Articolo e foto di Sabrina Barbante, travel blogger – www.sabrinabarbante.com 

I paesi dell’Europa dell’Est sono realtà interessanti da visitare, e possono dare molto se ci si lascia alle spalle un po’ di aspettative nate dai viaggi nelle capitali dell’ovest.

Spieghiamo meglio: quando si organizza un viaggio a Budapest, a Sofia, a Belgrado, bisogna lasciarsi alle spalle l’immaginario delle capitali come Parigi, Berlino, Londra, Roma. Semplicemente perché il percorso evolutivo della storia di queste aree e di queste città è stato diverso soprattutto (ma non solo) nella storia recente, e questo ha influito sull’urbanistica, sull’architettura, sulla società.

Se si visita l’Europa dell’Est bisogna lasciarsi l’Ovest alle spalle. Questo non vale sono nel valutare la bellezza del luogo ma anche l’approccio all’accessibilità e a ciò che si intende con essa.

Sofia, ponte dei leoni. Foto di Sabrina Barbante

Sofia, ponte dei leoni. Foto di Sabrina Barbante

Ad esempio, chi passa da Sofia noterà da un lato che c’è una concentrazione altissima di persone affette da problemi motori e posturali che ne rendono difficili i movimenti (soprattutto nelle aree più periferiche e più povere) probabilmente a causa di una tendenza a non curare dei piccoli disturbi poi degenerati un quasi un’intera generazione operaia.
Nonostante ciò, le strade delle periferie sono ancora molto dissestate. E per periferia si intende anche le parallele dei grandi boulevard centrali, invece impeccabili per rampe, strada, semafori con segnali sonori per ipovedenti.

Quindi se si visita Sofia essendo portatori di disabilità motorie, si avranno pochi problemi a muoversi nelle bellissime vie principali ma bisogna stare attenti a far sì che il proprio hotel si affacci su queste ultime e non sulle parallele del centro.

Un discorso simile vale per Belgrado, il cui centro storico è oltre che molto bello e piccolo, anche molto regolare. Sempre nel centro di Belgrado c’è un parco molto suggestivo per vita sociale oltre che per bellezza, chiamato Kalemegdan, caratterizzato da percorsi, viste panoramiche tanto accessibili da essere punto di ritrovo di giovanissimi e anziani, con disabilità e non.
Poi, se ci si sposta un po’ fuori dal tracciato del centro chiuso al traffico, ci si imbatte in una città che, è bene ricordarlo, sino a pochi anni fa ha subito dei bombardamenti ed è difficilmente catalogabile sia come ‘bella’ che come accessibile.

Kalemegdan, Belgrado. Anziani che giocano a scacchi - foto di Sabrina Barbante

Kalemegdan, Belgrado. Anziani che giocano a scacchi – foto di Sabrina Barbante

Kalemegdan, Belgrado. Foto di Sabrina Barbante

Kalemegdan, Belgrado. Foto di Sabrina Barbante

Attenzione va fatta anche nella bellissima e crepuscolare Budapest: strade centrali con pochi problemi (anche se non ricordo molti percorsi tattilo-plantari) ma non appena fuori dalle piazze e dai percorsi più centrali, iniziano diversi problemi e intoppi per il manto stradale e la condizione dei marciapiedi. Non solo: è importante fare attenzione alle condizioni degli stabili in cui si sceglie di soggiornare. Per quanto le strutture siano all’interno impeccabili, esse sono spesso collocate in stabili antichi, se non del tutto abbandonati sul piano manutentivo quanto meno trascurate in termini di rampe e ascensori.

Budapest, monumento all'Olocausto - foto di Sabrina Barbante

Budapest, monumento all’Olocausto – foto di Sabrina Barbante

 

Eppure…
eppure si resta stupiti dall’assenza di auto parcheggiate sugli scivoli a Budapest e Sofia e di quest’ultima lascia letteralmente stupefatta la pulizia delle strade e dei marciapiedi in cui le foglie secche sono spazzate più volte al giorno, come eventuali carte o qualunque cosa possa essere scivolosa o di disturbo. Sempre a Sofia è possibile notare che tutti i ristoranti della moderna via Vitosha siano per lo più a piano terra e con piccole rampe all’ingresso.

E qui torniamo al punto iniziale: anche quando si parla di attitudine locale all’accessibilità bisogna lasciarsi alle spalle la visione dell’Ovest: non sempre le aree non accessibili sono legate tanto alla scarsa sensibilità locale quanto ai decorsi storici vissuti e per molti aspetti subiti da un territorio. Sofia oggi non è quella città insicura e per alcuni aspetti squallida di dieci anni fa (anzi, è un posto sicuro e pulito). Tra qualche anno nei lavori di rifacimento dei percorsi cittadini potrà dimostrare la sua attenzione alle difficoltà motorie e sensoriali e sarà ancora una sorpresa.

Viaggi nell'Europa più 'cool'

Articolo e foto di Sabrina Barbante, travel blogger – www.sabrinabarbante.com 

Si parla spesso in maniera molto critica delle politiche della ‘Vecchia’ Europa. Eppure il continente ha fatto negli ultimi anni dei veri e propri passi da gigante in merito alle politiche sull’accessibilità. Scegliamo 4 esempi di città che negli ultimi anni hanno puntato sul turismo dei globe trotter portatori di disabilità: si tratta di 4 capitali che hanno compreso la chiave di lettura diversa della città e del turismo che può dare il turista in sedia a rotelle o ipovedente o con disabilità cognitive di altro tipo.

Vediamo nel dettaglio queste destinazioni ‘cool’ che vogliono essere vissute in maniera alternativa e quindi meritano di essere prese in considerazione per i prossimi viaggi.

Parigi

Louvre di notte, piramide in cristallo e giochi d' acqua

Louvre di notte, piramide in cristallo e giochi d’ acqua

la Ville Lumière vanta delle linee metro facilmente accessibili per le sedie a rotelle (anche se la sola completamente accessibile è la linea 14 e RER) , 50 stazioni prive di barrirere.
Secondo il principio per cui l’accessibilità passa anche attraverso la consapevolezza della NON accessibilità, Parigi fa scuola sul piano dell’informazione: infatti l’Ente del Turismo e dei Congressi di Parigi fornisce informazioni sulle iniziative turistiche usufruibili portatori di disabilità motorie e sensoriali, e contribuisce alla promozione e divulgazione del marchio “Tourisme & Handicap”, che dà informazioni affidabili sull’accessibilità ai luoghi di vacanze e sulle iniziative per il tempo libero in funzione del deficit (motorio, visivo, uditivo, mentale).

Scopri i siti, le strutture, i ristoranti e altre attività accessibili sul sito jaccede.com

Monaco di Baviera

Monaco di Baviera, street view

Monaco di Baviera, street view


Il fascino della terra bavarese, ricca di tratti caratteristici, incontra l’efficienza delle politiche nazionali per l’accessibilità: Oltre il 90% dei treni urbani della U-Bahn e quelli interurbani della S-Bahn sono privi di barriere e consentono un facile spostamento a disabili motori. Percorsi tattilo-plantari accompagnano dall’ingresso delle stazioni all’ingresso dei treni in un senso di ordine e tranquillità.
La stessa efficienza si trova a Berlino, con ben 50 stazioni della metro accessibili, sparse per il centro cittadino. Inoltre qui anche la maggior parte degli autobus hanno un accesso facilitato tanto nella parte anteriore, quanto in quella posteriore, per cui c’è anche un’alternativa alla metro.
Ma la città diventa davvero accessibile solo quando anche la conoscenza è senza barriere e qui a Berlino i musei si avvalgono sempre più di modelli tattili per non vendenti e ipovedenti e percorsi multi-sensoriali di visita pensati per le persone con disabilità sensoriali.

Stoccolma 

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Stoccolma dall’alto; palazzo reale e costa

Stoccolma è la città dei musei oltre che dei paesaggi urbani mozzafiato.
Il Palazzo Medievale nel quartiere medievale di Gamla Stan, con i suoi appartamenti di rappresentanza ad esempio è stato reso del accessibile ed è possibile prenotare visite con guida interprete lis (in inglese e/o svedese).
Una tappa imperdibile è lo splendido museo VASA, che essendo di recente costruzione è perfettamente accessibile. La struttura è letteralmente costruita attorno al relitto della nave reale VASA, naufragata durante il viaggio inaugurale nel 1628, conservata per oltre trecento anni dalle acque della baia di Stoccolma e perfettamente recuperata per questa esposizione che propone anche suggestive ricostruzioni della vita in Svezia nel XVII secolo.

Per quanto Stoccolma sia una città molto civile e il suo traffico non metta in difficoltà chi ha disabilità motorie, è bene tenere presente un paio di consigli: se si viaggia low cost è meglio non scegliere Ryan Air e preferire la Norwegian Air Shuttle che pone limiti meno stringenti nella dimensione massima della sedia a rotelle (consente il trasporto di sedia sino a 140x114x85 cm e un peso massimo di 150 kg). Per altro Ryan serve l’aeroporto di Skavsta (circa 100 km da Stoccolma), da cui parte una linea di bus non del tutto preparata alle gestione delle difficoltà motorie. Lo scalo di Arlanda invece è unito al centro città da un veloce collegamento ferroviario (Arlanda Express). La stazione è esattamente sotto lo scalo aereo e si raggiunge direttamente per mezzo di un ascensore. Il piano dei vagoni è allo stesso livello di quello del marciapiede e un addetto si occupa di piazzare un piccolo scivolo metallico che copre il vuoto tra i due.

 

 

Trekking accessibile: 4 percorsi da non perdere

di Sabrina Barbante 

Molti lo possono considerare un controsenso, ma non lo è. Il trekking accessibile ad ogni forma di fisico impedimento o disabilità momentanea o permanente si sposa benissimo con gli elementi alla base dell’attività del trekking che sono:

  • amore e rispetto per la natura e per il paesaggio
  • cultura
  • slow travel (la filosofia di viaggio secondo la quale non serve vedere mille cose in un giorno, basta vederne poche ma godersele al meglio nel pieno rispetto del territorio e dei suoi abitanti)
  • inclusione e socialità.
  • movimento e tutti i suoi benefici.

Negli ultimi anni si è anche affermata e diffusa la pratica del ‘Social trekking’, che consiste in incontri spontanei di appassionati.

Se il trekking è il turismo dei sentieri da scoprire passo dopo passo, il social trekking può essere definito come il turismo dell’incontro, delle emozioni intese come condivisione. Camminare con uno spirito “social” è un libero scambio tra sé e la realtà circostante. (da ideegreen.it e socialtrekking.it)

Disabled Young Woman in Wheelchair Enjoying outdoors.

Parte della filosofia del social trekking ovviamente si incentra sull’accessibilità dei percorsi e sull’idea che la natura mette meno barriere dell’architettura e della mente umana, perché laddove c’è gioco di squadra e condivisione, le barriere si abbattono quasi del tutto.

Vediamo insieme alcuni percorsi di social trekking d’Italia, per chi vuole sperimentare questo rapporto inedito con il viaggio, con il territorio, con la natura e i suoi segreti.

Il Veneto è una terra virtuosa dal punto di vista del trekking per tutti. Il percorso di Rubbio e il monte Caina (m.1002), ha dei percorsi suggestivi sia con la tipica foschia del luogo che nei giorni limpidi, durante i quali si vede tutta la pianura.
Qui esiste un itinerario per disabili in carrozzina, sulla prua orientale dell’Altipiano di Asiago, lungo un luogo di grande impatto panoramico. il percorso non è difficile, né a piedi né in carrozzina, la strada è chiusa al traffico, quasi tutta asfaltata e in leggerissima discesa o pianeggiante, particolarmente assolata e senza alberi (in estate, munirsi di cappello e crema solare). Siate viaggiatori e viaggiatrici previdenti e portate acqua e viveri perché i punti di ristoro sono in paese.

Immagine del Parco Giardino Botanico delle Ginestre a Rivadolmo di Baone con alberi e strutture per il gioco

Immagine del Parco Giardino Botanico delle Ginestre a Rivadolmo di Baone con alberi e strutture per il gioco

 

 

Altra destinazione interessante per chi ama la natura in tranquillità, la passeggiata al Parco Giardino Botanico delle Ginestre a Rivadolmo di Baone, (Padova).
L’accesso a questo bellissimo giardino botanico è a fianco della rampa di una chiesa, ma presenta alcuni gradini. In carrozzina è consigliabile prendere la strada che si trova all’inizio della rampa (andando verso la chiesa, sulla destra del parcheggio, percorrere qualche centinaio di metri dopo l’ex scuola; sulla sinistra vi è un cancello d’accesso.
Il parco è a ingresso gratuito!

Trova altre info sui percorsi accessibili in veneto su www.magicoveneto.it

Per chi ama la bellezza dei paesaggi meridiani, è possibile partecipare ai percorsi organizzati nelle Murge da Ente Parco della Murgia Materana; i percorsi sono sotto forma di escursioni a misura di disabilità psichica e motoria, ma ovviamente si possono unire anche i non disabili che vogliano godere di percorsi mozzafiato!

Ci sono poi avventurieri che nel loro piccolo, con i loro percorsi lenti, smuovono masse e folle come neanche Forrest Gump saprebbe fare. E’ il caso di Il Cammino di Marcella che organizza epiche e contemplative traversate naturali in tutta Italia (Soprattutto nord Italia) con sentieri adatti a disabili e non che vogliano riflettere, camminando, sulla propria identità. Percorsi adatti a tutti ma pensati per disabili motori e sensoriali. Leggere dei suoi percorsi è già un’esperienza da non perdere.

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E voi, quale percorso scegliereste?

Stay traveller, stay cool! 

NYC dedica tutto il mese di luglio all'accessibilità

Articolo e foto di Sabrina Barbante, travel blogger – www.sabrinabarbante.com 

Restiamo nella prima tappa del nostro Cool-tour, ovvero il giro del mondo nelle città accessibili o che almeno si aprono all’accessibilità.

Dopo aver parlato del Brooklyn Botanic Garden e averlo raccomandato a tutte e a tutti, facciamo uno spaccato più generico sulla NYC di questi giorni. Infatti la grande mela celebra il 25° anniversario dell’Americans with Disabilities
Act (ADA) grazie al contributo di NYC & Company ente per la promozione turistica locale.
Ad esempio, proprio oggi presso il Roosvelt Hotel si tiene un’incontro per sensibilizzare le aziende del settore ricettivo a rendere NYC ancora più accessibile e senza barriere architettoniche.

Altra cosa da scrivere sull’agenda o sul telefono, durante tutto luglio il Whitney Museum of American Art a Meatpacking District, organizza attività per non vedenti o ipovedenti e programmi di supporto per le famiglie con bambini affetti da autismo.

whitney museum di NYC

Tra le strutture che hanno aderito a pieno a questa iniziativa, e che quindi vi consiglio di visitare, ci sono:

– il One World Observatory  che da alcuni mesi è stato dotato di ascensori per permettere di accedere a ogni piano e per visitare agevolmente tutte le mostre che la struttura contiene. Vista meravigliosa, senso di onnipotenza, ispirazione sono garantite e comprese nel prezzo

– presso il nuovo Peopling of America Center si potranno prendere in prestito sedie a rotelle e dispositivi per agevolare l’ascolto della storia contenuta nelle sale dell’Island National Museum of Immigration.

– Anche il Barclays Center di Brooklyn, lo stadio degli Staten Island Yankees sono stati resi accessibili a tutte le persone affette da disabilità, ma io li consiglio a coloro i quali sono muniti degli strumenti necessari per poter seguire gli eventi che vi saranno allestiti.

One World Observatory , vista panoramica
Sabrina Barbante

– Anche il 90% degli spettacoli di Broadway sono accessibili, ma Manhattan a mio avviso lo è poco, quindi prima di prenotare uno spettacolo è il caso di informarsi su quali potranno essere i disagi di accesso all’area di ogni teatro.

Durante tutto il mese, i visitatori saranno accolti e sostenuti dai volontari del Big Apple Greeter dislocati nei punti nevralgici di New York si occuperanno di fornire tutte le informazioni necessarie anche sugli spostamenti tramite i mezzi pubblici.

Per saperne di più: nycgo.com

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