5 agosto 2014

3 dicembre 2014, Giornata Mondiale della Disabilità. Entro tale data dovrà essere approvata la legge “Dopo di noi”. Di cosa si tratta? E’ una petizione online lanciata dal politico Ileana Argentin (PD) sul sito Change.org.

Tanti sono i genitori di giovani disabili che si pongono una domanda: “Chi si prenderà cura dei nostri figli quando noi non ci saremo più?”.

La proposta di legge, pertanto, punta all’istituzione di un fondo, con risorse pubbliche e private, in grado di finanziare programmi d’intervento affidati a onlus riconosciute e progetti di costruzione di case famiglia o di altre soluzioni in cui introdurre, gradualmente, la persona disabile nel corso della vita. Insegnamenti sulla gestione autonoma di alcuni aspetti della vita quotidiana costituiscono un altro punto importante. Previste anche agevolazioni fiscali e forme di detrazione per i privati che stanzieranno fondi per il medesimo obiettivo.

Nel giro di poco tempo, la petizione ha superato quota 75mila firme e ricevuto il sostegno anche della Presidente della Camera Laura Boldrini. Alcune di queste, però, non sono semplici firme. Tanti sono, infatti, quelli che decidono di spiegare le proprie ragioni, spesso personali. E dietro molte di queste ragioni, ci sono storie spesso drammatiche: storie che raccontano la solitudine e la paura di tante famiglie con disabilità e che, qualche volta, si trasformano in veri e propri drammi. Storie che danno senso e spessore alla pressante richiesta di un’iniziativa legislativa che offra un concreto sostegno a queste famiglie, oggi lasciate sole nell’immaginare, spesso con terrore, il futuro di un figlio disabile, quando verrà meno la presenza dei genitori e di chi, da sempre, se ne prende cura.

E’ una legge urgentissima, perché di famiglie in queste condizioni ce ne sono davvero tante. Le cifre parlano di oltre 2 milioni e 600mila disabili gravi. Soprattutto d’estate, poi, è necessario che i servizi territoriali pongano un’attenzione maggiore.

Andiamo avanti, quindi, con questa petizione, sperando che possa essere accettata quanto prima. Le famiglie di ragazzi disabili cercano risposte concrete, un aiuto reale, una mano tesa, semplicemente un sentirsi dire: “Non abbiate timore, dopo di voi, c’è l’Italia”.

Andrea Franchini

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