31 marzo 2015

Di Angelo Guido

È stata inaugurata domenica 29 marzo la mostra “Saper guardare oltre”, personale di Guido Martini – a cura di Movidabilia ApS e Cristiano Cervino engineering&architecture – che coinvolgerà gli spazi espositivi del Bastione San Giacomo di Brindisi fino al prossimo 12 aprile, con il patrocinio del Rotary Club Brindisi Appia Antica, del Comune di Brindisi e della Provincia di Brindisi.

Un nutrito gruppo di astanti ha reso omaggio, con viva partecipazione, all’arte del Maestro, classe 1921, già primario cardiologo e artista da sempre. Dopo aver assistito ai saluti di rito del Presidente di Movidabilia, Domenico Desantis, e del curatore Cristiano Cervino, gli spettatori hanno potuto intrattenersi con l’artista e degustare i vini locali grazie al prezioso contributo delle Cantine Botrugno, sponsor della manifestazione assieme a Tecnocasa Studio Santa Chiara Srl.

Ben tre le sale allestite per l’occasione dal curatore d’arte Cristiano Cervino, ingegnere, architetto e designer italiano, già ideatore della rassegna d’arte “spacescape”.

Nella “Sala rossa” è possibile ammirare le prime opere di Guido Martini, caratterizzate dall’abbandono deciso della forma e dall’astrazione completa del soggetto, abbracciando quella gestualità quasi ossessiva che era già stata figlia di Willem de Kooning.

Avvalendosi della tecnica dell’over all, Martini sposa una logica meramente gestuale e istintiva, dove l’unica regola viene dettata dal cromatismo e dal movimento deciso e meditativo della mano, che si astiene da qualsivoglia asimmetria.

Nella “Sala azzurra” risiedono le opere realizzate dal Maestro, a seguito dell’incidente che lo ha coinvolto pochi anni orsono, servendosi di una sola mano o di strumenti alternativi al pennello, spesso ricorrendo all’utilizzo delle dita direttamente sulla tela. Assistiamo, qui, all’astrazione totale e definitiva della forma e, pertanto, la raffigurazione è racchiusa in contorni lineari e geometrici, suggerendo allo spettatore l’idea di un movimento perpetuo.

La “Sala verde”, infine, presenta una ricca serie di cartoncini in cui è ravvisabile la maturità artistica di Martini: vi coesistono tratti alternativamente fugaci che lambiscono appena la superficie e tratti più densi, quasi a costituire un coagulo di colori dalle forme giocose, ai limiti dell’irriverenza. Quasi un monito allo spettatore, poiché, come ricorda Cervino, la forma astratta può divenire “ricerca del bello: l’arte improvvisamente diventa leggiadra, dinamica, in movimento (un nuovo futurismo), mai banale e sempre innovatrice. L’arte di Guido Martini è Amore”. Proposte didattiche a cura di Sara Pappadà.

 

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