12 aprile 2016

Come in molte e molti già sanno, il 29 e 30 aprile il Comune di Lecce (Assessorato ai lavori pubblici e Assessorato all’Innovazione Tecnologica, Politiche Comunitarie e Politiche Giovanili) e Movidabilia organizzano il primo Smart Hackathon La città AccessibiLE, nel quale cittadini e associazioni si incontreranno per

  • imparare tutto (o quasi) sugli open data
  • imparare a mappare le città su mappe open source
  • mappare le aree accessibili della città di Lecce
  • proporre soluzioni nuove

Questa rivoluzione dal basso, attraverso la quale i cittadini di re-impossessano della città per migliorarla e per renderla accessibile a tutti attraverso l’utilizzo di tablet, computer e smartphone (mappatura dal basso, appunto), è per molti una novità.
Tanto che ci sono cose della mappatura dal basso e del lavoro sugli open data che non tutti sanno.
Andiamo ad abbattere qualche dubbio in attesa del 29 e 30 aprile.

smart hackathon la città accessibile

8 cose che non sai sulla mappatura dal basso

 

La mappatura della città dal basso, quindi dai cittadini…

1 – Non è una cosa solo per tecnici

bambini che si divertono a mappare la città

bambini che si divertono a mappare la città

Non si tratta di una pratica accessibile sono ad hacker informatici, nerd e personaggi di The big bang theory! Se hai uno smartphone o un dispositivo portatile tramite il quale scaricare delle App gratuite e facili da usare, se ti piace camminare, se ti piace imparare cose nuove, hai tutti gli strumenti tecnici e culturali che servono per mappare una città.
Le nostre guide tecniche, Francesco Piero Paolicelli, Federico Cortese, Salvatore Maletesta e Claudio Mastropaolo, sono esperti non solo in open data e mappature, ma anche nell’insegnamento di queste pratiche con i pubblici più disparati, hanno verve e allegria oltre che preparazione tecnica. Ogni dubbio viene da loro chiarito.

2 – Non è un traguardo…
…ma un nastro di partenza.
Attraverso lo Smarthackathon La città AccessibiLe i partecipanti avranno gli strumenti (ma anche nuova voglia ed entusiasmo) per continuare a mappare l’accessibilità dei luoghi di cultura e non solo, di Lecce e di tutta Italia.

3 – E’ come un gioco (divertente ma anche serio)
Per intenderci, il nostro smart hackathon è un’iniziativa che si addice alla perfezione anche alle famiglie con bambini, con genitori che vogliono fare con i propri figli un’esperienza nuova, diverte e istruttiva.
Come giocare alla mappa del tesoro, ma la mappa la si costruisce insieme e il tesoro è l’accessibilità della propria città.

antica mappa

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4 – Non serve solo ai disabili
Lo sapevi che oltre il 30% della popolazione italiana ha a che fare con problemi di disabilità temporanea o permanente? Lo sapevi che una donna incinta dal quinto mese in poi ha le stesse difficoltà motorie di una donna molto anziana?
E poi ancora, hai idea di quanto possa essere complesso far salire un passeggino su una rampa di scale?
Tralasciando la nostra storica domanda:
“che cosa rende una persona in carrozzina un ‘disabile” e la nostra storica risposta: “nell’80% dei casi le barriere costruite dai ‘non disabili’ ”
ci sentiamo di dire che la mappatura delle aree accessibili è una cosa che riguarda davvero tutte e tutti.

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Tecnici Federico Cortese e Francesco Paolo Paoliceli e Assessore Alessandro Delli Noci

5 – Porta ricchezza (non solo spirituale)
L’azione pubblica sensibilizza anche il privato. Avere una mappa con le strutture accessibili che sia largamente utilizzata e condivisa dai turisti porta i gestori a lavorare di più e meglio in direzione dell’accessibilità universale. Questo porta più flussi turistici e più investimenti. Una città virtuosa non ha vantaggi solo nel suo ‘karma’, ha anche più soldi e più potenziale di crescita economica.

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rampa progettata in Universal design

6 – E’ il futuro
Conoscere di più e meglio gli open data e il modo per utilizzarli dà a tutti una carta vincente in più in molti settori. Gli open data sono il futuro, in molti dicono che siano anche il presente.

7 – E’ un’arma
Siamo nell’epoca delle App! Amiamo le App, amiamo i nostri smart phone. Li possiamo amare ancora di più se diventano un’arma per migliorare le nostre vite, le nostre città. Non più solo la scheda elettorale come (spesso discussa) arma di democrazia, ma anche le risorse open che già ci sono e che possiamo creare.

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8 – E’ rivoluzione
Ci hanno perforato la mente, da quando eravamo piccole e piccoli, con la frase: Ma da solo/a non puoi cambiare il mondo.
Al di là della palese discutibilità di questa frase in tutte le epoche, il nostro Smart Hackathon dimostra il contrario. Ogni singola persona, a partire dal 30 di aprile, avrà la possibilità tangibile di migliorare la conoscenza, la percezione, la condivisione e l’accessibilità della propria città e di ogni altra zona del mondo nella quale ci si trova.

La rivoluzione è già iniziata, ma con te vale di più!

 

 

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