23 febbraio 2015

Di Angelo Guido

Quella che vi raccontiamo oggi è una vicenda che infonde nuova linfa alla storia del rock.

Sono, queste, le gesta dei Pertti Kurikan Nimipäivät, una band punk finlandese che è assurta allo status di culto nel breve volgere di un lustro. Il perché è presto detto: chitarre abrasive, ritmi serrati, brani brevi e incisivi che si assestano attorno ai tre minuti, come vuole la tradizione. Ma c’è molto di più. I Pertti Kurikan Nimipäivät, infatti, sono tutti uomini di mezza età con sindrome di down e autismo.

La band si è formata nel 2009 nell’ambito di un workshop musicale a cura di Lyhty, un’organizzazione senza scopo di lucro che offre servizi di alloggio e assistenza alla famiglie, nonché laboratori culturali per adulti con disabilità intellettiva. Il gruppo, che deve la fama al suo primo demo, “Kallioon”, si compone di Pertti Kurikka, chitarrista e leader del gruppo, nonché co-titolare dei testi – che trattano perlopiù di problematiche sociali – assieme al vocalist Kari Aalto. Completano la line-up il bassista Sami Helle e il batterista Toni Välitalo.

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Kurikka annota fra le più grandi influenze della band una serie di gruppi punk finlandesi dell’ultimo millennio quali Karanteeni, Kollaa kestää, Ratsia, Sensuuri, YPO-Viis e Pelle Miljoona. Distribuito anche in Germania, il primo EP ufficiale, “Ei yhteiskunta yhtä miesta kaipaa”, è stato rilasciato nel 2010 ed esaurito in pochissimi giorni. Inevitabile che la band catturasse l’attenzione degli addetti ai lavori, tanto che due registi finlandesi, Jukka Kärkkäinen e JP Passi, dalla loro storia hanno tratto il soggetto del documentario
“The Punk Syndrome”.

Ehi, quella band suona maledettamente bene

Il docu-film, uscito nel 2012, segue le sorti del gruppo dall’anonimato fino al successo internazionale, dal primo tour in patria fino all’approdo sui palcoscenici più importanti d’Europa, al fianco dei leggendari fautori del love metal, gli Him.

A tal proposito, così si è espresso Pertti Kurikka, vera e propria anima del gruppo:
«Beh, per me il tour è stato terribilmente bello, ed è stato sorprendente vedere quante persone ci scoprono e dicono “Ehi, quella band suona maledettamente bene”».

Prodotto da Sami Jahnukainen per Mouka Filmi, grazie al contributo dell’emittente pubblica finlandese YLE, “The Punk Syndrome”, che ha concorso per il “Nordic Council’s Film Prize”, ha viaggiato nel circuito festivaliero e ricevuto il riconoscimento del pubblico al “Tampere Film Festival” di Austin (Texas), al “Too Drunk to Watch Punk Festival” di Berlino, ottenuto il premio “Era New Horizons” di Wroclaw (Polonia) ed il premio per il film più innovativo al “Visions du Réel” di Nyon (Svizzera). La band, tra l’altro, non era nuova ad imprese del genere, essendosi già prestata alla macchina da presa nel 2010 per “Gimme Some Respect”, un film diretto da Pekka Karjalainen.

Reduci dalla partecipazione alle finali dell’”Eurovision Song Contest”, i Pertti Kurikan Nimipäivät hanno recentemente licenziato il loro ultimo lavoro, “Aina mun pitää”, un maxi singolo in vinile che, solo nell’ultimo mese, ha già collezionato quasi 700mila visualizzazioni su Youtube.

Non resta altro che augurarvi buon ascolto, ricordandovi che Accessibility is cool, come si può evincere anche dalle parole proferite da Sami Tenkanen per Radio Rock:

«La band, probabilmente, non cambierà le sorti del mondo, ma realizzerà qualcosa di molto più importante».

 

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